Afghanistan: il nuovo rappresentante della NATO è italiano

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 12:03 in Afghanistan Italia

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha annunciato la nomina dell’ambasciatore Stefano Pontecorvo come prossimo rappresentante civile senior della NATO in Afghanistan.

“Sono lieto di annunciare di aver nominato l’ambasciatore Stefano Pontecorvo come prossimo rappresentante civile senior della NATO in Afghanistan, che assumerà il suo incarico il primo giugno. L’ambasciatore porta con sé un’esperienza diplomatica di lunga data, anche in Afghanistan e nel vasto contesto regionale”, ha dichiarato il capo della NATO in una dichiarazione, il 4 maggio. “Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lui in questo momento critico per il futuro dell’Afghanistan, in cui tutti gli attori devono riunirsi nell’interesse della pace e combattere la pandemia di COVID-19”, ha aggiunto Stoltenberg.

Pontecorvo è un cittadino italiano ed è stato ambasciatore in Pakistan. In occasione dell’annuncio della sua nomima, Stoltenberg ha anche ringraziato l’Italia per il suo continuo impegno nel Paese: “Ringrazio l’Italia per il suo costante impegno nel rafforzare le forze di sicurezza afghane affinché possano creare le condizioni per una pace sostenibile”. Il capo della NATO ha poi definito l’Italia “una nazione quadro nella nostra missione”, nota come Resolute Support, e ha anche aggiunto che Roma contribuisce “con truppe coraggiose e altamente qualificate, nonché con continui finanziamenti in favore delle forze di sicurezza afgane e per lo sviluppo economico del Paese”. Pontecorvo sostituirà l’ambasciatore britannico, Nicolas Kay.

La nomina arriva in un momento molto delicato per il Paese. Gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. Da parte sua, il governo afghano teme le violenze dei talebani, che non hanno mai smesso di attaccare le forze di sicurezza. L’ultimo assalto risale alla sera del 3 maggio, quando 5 agenti sono stati uccisi e altri 5 sono rimasti feriti dall’esplosione di un’autobomba nella provincia di Helmand. 

I talebani si erano affermati come gruppo dominante in Afghanistan, a seguito del crollo del regime sovietico. Questi avevano poi governato gran parte del Paese a partire dal 1996, dopo una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane hanno tentato, per anni, di riprendere il controllo del governo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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