Aereo con rifornimenti medici precipita in Somalia

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 13:13 in Africa Somalia

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Un aereo che trasportava aiuti medici da destinare alla lotta contro il coronavirus è precipitato in Somalia, lunedì 4 maggio, uccidendo tutte e sei le persone a bordo. Il ministro dei Trasporti somalo, Mohamed Salad, non ha fatto riferimento alle possibili cause dell’incidente, ma un ex ministro della Difesa, Abdirashid Abdullahi Mohamed, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che esistono prove per ritenere che l’aereo sia stato abbattuto. Le sei persone a bordo del velivolo erano il pilota, il copilota, l’ingegnere di volo, un pilota in formazione e due impiegati della compagnia aerea. Finora, cinque corpi sono stati recuperati.

Il ministro Salad ha dichiarato di aver nominato un’unità investigativa per indagare sulle dinamiche dell’incidente, martedì 5 maggio, e ha accolto con favore l’assistenza internazionale. L’agenzia di stampa nazionale somala ha affermato che l’aereo apparteneva all’African Express Airways e stava trasportando rifornimenti per la lotta contro il coronavirus. “Un aereo della African Express Airways proveniente da Mogadiscio è volato a Baidoa e poi ha continuato il suo volo verso la città di Bardale, dove si è schiantato”, ha riferito l’agenzia sul suo sito web. “Non è ancora chiara la causa dell’incidente”, ha aggiunto.

L’ex ministro della Difesa Abdullahi Mohamed ha dichiarato che un testimone, presente sul luogo dell’accaduto, ha visto l’aereo fare un primo tentativo di atterraggio, girare intorno al campo di aviazione per cercare una posizione più favorevole e, infine, il velivolo sarebbe stato colpito a un’ala al suo secondo avvicinamento. L’uomo ha altresì fornito foto che mostrano l’aereo in fiamme, pezzi sparsi su una piccola area e la coda intatta. L’agenzia di stampa Reuters, tuttavia, non è stata in grado di verificare immediatamente le immagini.

L’Etiopia possiede alcune sue truppe a Baidoa e Bardale come parte di una missione di mantenimento della pace dell’Unione Africana (AMISOM). Al-Shabaab, il gruppo armato somalo, legato ad al-Qaeda, che combatte contro il governo di Mogadiscio e contro la presenza di truppe straniere sul suolo del Paese, è presente e attivo nell’area dell’incidente ma non ha né rivendicato né commentato l’episodio.

Per quanto riguarda la situazione del coronavirus in Somalia, il Paese africano ha riportato il suo primo caso il 16 marzo e, finora, ne ha confermati 756 in totale. La nazione del Corno d’Africa ha bloccato tutti i voli nazionali e internazionali nel tentativo di contenere la diffusione del virus. Alcuni esperti, tuttavia, avvertono che l’epidemia di coronavirus rischia di uccidere più persone in Somalia che in qualsiasi altro Paese se non vengono messe in atto con urgenza misure preventive. “Se questo virus ha ucciso migliaia di persone in Paesi sviluppati come la Cina e l’Italia è incredibile immaginare quale sarà il bilancio delle vittime in Somalia se non viene fatto nulla”, ha affermato il presidente dell’Associazione Medica Nazionale, Mohamed Mohamud Ali, in un’intervista ad Al Jazeera. “Attualmente, non disponiamo dei nostri kit per fare i test. Spediamo i campioni in Sudafrica e aspettiamo almeno tre giorni per conoscere i risultati. Questa è una grande sfida per noi”, ha aggiunto il professore.

Un ulteriore problema è rappresentato dal fatto che grandi aree del paese sono nelle mani del gruppo terroristico di al-Shabaab. L’organizzazione impedisce alle informazioni di diffondersi nelle aree sotto il suo controllo, cosicché molti abitanti somali non sanno nemmeno dell’esistenza del coronavirus. I rapporti di tensione tra il governo centrale e gli stati federali peggiora ancora di più la situazione. “Purtroppo, il governo ha un potere limitato su ciò che può fare”, ha sottolineato Mohamed.

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Chiara Gentili

di Redazione

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