Il Sudafrica allenta il blocco, l’economia prova a ripartire

Pubblicato il 4 maggio 2020 alle 12:28 in Africa Sudafrica

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Il Sudafrica ha fatto i suoi primi passi verso l’allentamento di uno dei blocchi più severi al mondo, alla ricerca di un equilibrio tra il contenimento dell’epidemia di coronavirus e la ripresa delle attività economiche. È dal 27 marzo che il Paese si è fermato, quando il presidente, Cyril Ramaphosa, ha ordinato alla maggior parte dei cittadini di rimanere a casa e disposto la chiusura di tutte le attività tranne quelle essenziali. La risposta sudafricana alla pandemia ha ricevuto elogi anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Tuttavia, l’economia della nazione era caduta in recessione già prima dello scoppio del coronavirus e la chiusura delle attività ha minacciato di far salire vertiginosamente la disoccupazione. I nuovi regolamenti, emessi nel fine settimana per favorire la graduale riapertura del Paese, prevedono che, nella prima fase di allentamento, solo alcuni settori possano riavviare le operazioni, con personale limitato. I ristoranti, ad esempio, possono riprendere le attività, ma solo per le consegne di cibo. Molte sono le aziende che stanno valutando se riaprire del tutto o meno. McDonald’s South Africa (MCD.N) sta riaprendo parzialmente. Famous Brands (FBRJ.J) ha affermato che le sue catene, ovvero Steers, Wimpy, Debonairs Pizza, Fishaways e Mugg & Bean, avrebbero provato il servizio di sola consegna. Il nuovo sistema elaborato dalle autorità, articolato su cinque livelli, consente di allentare o reintrodurre le restrizioni di blocco in base alla progressione della malattia.

Il Sudafrica ha registrato circa 5.647 casi di coronavirus e 103 decessi su una popolazione di 58 milioni di abitanti. Le difficoltà economiche sono state gravi. Ci sono stati saccheggi e rapine in diverse aree del Paese durante il blocco. Il National Treasury prevede che l’economia si contrarrà del 5,8% quest’anno.

Il 22 aprile, il presidente ha annunciato un pacchetto di salvataggio dal valore di 26,3 miliardi di dollari, equivalente al 10% del PIL, per cercare di attutire il colpo economico dovuto alla pandemia di coronavirus. “L’emergenza attuale richiede una risposta economica pari alla portata della perturbazione che sta causando”, aveva dichiarato Ramaphosa in un discorso alla televisione nazionale, sottolineando il suo impegno nell’affrontare “il drastico declino della domanda e dell’offerta” e nel proteggere i posti di lavoro. Il presidente ha chiarito che il Sudafrica è entrato in contatto con diverse istituzioni finanziarie globali come la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, la Nuova Banca di sviluppo dei BRICS e la Banca di sviluppo africana, principalmente per finanziare importanti interventi sanitari. Il resto del pacchetto sarà finanziato da un mix di 6,9 miliardi di dollari, fatto di spese rinviate e altre fonti locali.Tra le misure annunciate si prevedono 10,6 miliardi di dollari di prestiti garantiti da una partnership tra la Banca centrale, il Ministero delle Finanze e le banche commerciali e il differimento fiscale per le imprese con un fatturato di oltre 5,3 milioni di dollari.

La rapida esplosione dell’epidemia di coronavirus nel continente africano rischia di spingere l’Africa subsahariana nella recessione, per la prima volta in 25 anni. Queste le stime della Banca Mondiale che, in un report pubblicato il 9 aprile, ha ipotizzato che l’economia della regione possa contrarsi di una percentuale che va dal 2.1% al 5.1%. Considerando che lo scorso anno la crescita è stata del 2.4% e che il coronavirus potrebbe comportare perdite per la produzione tra i 37 e i 79 miliardi di dollari, l’Africa subsahariana rischia seriamente di entrare in recessione.

“La pandemia sta testando i limiti delle società e delle economie di tutto il mondo e i Paesi africani saranno probabilmente colpiti in modo particolarmente duro”, ha dichiarato Hafez Ghanem, vicepresidente della Banca mondiale per l’Africa. La Banca e il Fondo monetario internazionale stanno intervenendo per fornire con tempestività fondi di emergenza agli Stati africani e non solo in modo da renderli capaci di combattere il virus e mitigare l’impatto sull’economia. La crescita, secondo le previsioni, subirà un netto calo soprattutto nelle tre maggiori economie della regione, ovvero Nigeria, Angola e Sudafrica. Anche i Paesi esportatori di petrolio saranno duramente colpiti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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