Nigeria: 14 persone uccise in due attacchi armati

Pubblicato il 4 maggio 2020 alle 19:49 in Africa Nigeria

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In Nigeria, almeno 14 persone sono state uccise in due attacchi separati compiuti nella giornata di domenica 3 maggio. Un gruppo di aggressori armati ha ucciso almeno 10 persone nello stato sud-orientale di Ebonyi, secondo quanto dichiarato in conferenza stampa dal presidente del governo locale, Ogbonnaya Chukwu-Ude. Nella stessa giornata, altre 4 persone sono state uccise nel villaggio di Buruku, nella città nord-occidentale di Kaduna, mentre 6 sono state rapite.

Solo qualche giorno fa, il 19 aprile, ungruppo di uomini armati aveva ucciso 47 persone in una serie di attacchi contro alcuni villaggi nello stato nigeriano nordoccidentale di Katsina. Le regioni settentrionali sono solitamente quelle più colpite dalle bande di criminali locali. Larea nord-occidentale del Paese è spesso teatro di scontri tra i pastori delletnia Fulani, uno dei più grandi gruppi etnici dellAfrica occidentale, e le tribù di agricoltori rivali.

Benché la Nigeria sia ripetutamente minacciata da attacchi di banditi locali, così come da scontri di natura etnica, il maggiore pericolo per la sicurezza nazionale è però rappresentato dalle offensive dei militanti islamisti, per la maggior parte appartenenti all’organizzazione terroristica di Boko Haram. Quest’ultimo è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale, gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove. Il governo stanzia l’equivalente di quasi 80 milioni di dollari ogni trimestre per lo sforzo bellico contro Boko Haram, eppure i soldati nigeriani mancano di munizioni e cure mediche sufficienti, lasciando molti cittadini perplessi sul reale utilizzo dei fondi. Secondo il Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto tra i 163 Paesi del mondo di cui è stato misurato l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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