Libia: gli ultimi aggiornamenti sul campo

Pubblicato il 4 maggio 2020 alle 8:55 in Africa Libia

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La periferia Sud di Tripoli ha continuato ad assistere ad episodi di tensione tra le forze tripoline e quelle dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar. Le prime sono in attesa di nuovi ordini per proseguire verso Tarhuna.

Secondo quanto riferito da al-Jazeera, sulla base di fonti media di Tripoli, le forze aeree tripoline sono state in grado, il 3 maggio, di distruggere tre veicoli militari dell’LNA a seguito di un attacco condotto nel Sud-Est della capitale, presso Bani Walid. Parallelamente, un’ulteriore incursione ha provocato la morte di 5 mercenari filo-Haftar, probabilmente di origine sudanese, mentre, precedentemente, un altro bersaglio è stato rappresentato dalla base aerea di al-Watiya, dove sono deceduti alcuni uomini dell’LNA ed altri sono rimasti feriti. Non da ultimo, le forze tripoline hanno riferito di aver contrastato il tentativo delle forze di Haftar di avanzare nel Sud di Tripoli attraverso l’asse di Mashrua’ al-Hadaba e hanno ostacolato alcuni canali volti al rifornimento dell’LNA.

Tali tensioni giungono dopo che, il 29 aprile, Haftar ed il proprio esercito si sono impegnati in una tregua umanitaria in occasione del mese di Ramadan, in risposta all’appello della comunità internazionale e delle Nazioni Unite. Come riportato dal quotidiano al-Arabiya, le forze del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), non hanno accettato il cessate il fuoco, affermando che qualsiasi operazione di tal tipo necessita di assistenza, garanzie e meccanismi a livello internazionale. Per alcuni si tratta di uno stratagemma di Tripoli per continuare con le proprie offensive, mettendo altresì alla prova l’arsenale bellico inviato dalla Turchia.

A detta di al-Jazeera, le forze tripoline al momento sono in attesa di nuovi ordini per proseguire l’avanzata verso Tarhuna. Questa città, situata a circa 65 km a Sud-Est della capitale libica, rappresenta una base strategica per l’esercito di Haftar, da cui poter lanciare attacchi contro la capitale, ed è divenuta una sua importante roccaforte dopo la perdita della città di Gharyan, il 27 giugno 2019. Tarhuna, inoltre, ospita sia il comando delle forze dell’LNA, sia esperti militari provenienti da Egitto, Emirati Arabi Uniti e Russia, i quali supportano l’offensiva di Haftar contro Tripoli. L’operazione contro questa roccaforte ha avuto inizio il 18 aprile scorso, consentendo alle forze del GNA di posizionarsi nei suoi dintorni.

La Libia è testimone di una perdurante guerra civile dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Il 25 marzo, il governo tripolino ha dato avvio ad una nuova operazione, dal nome “Tempesta di pace”, il cui obiettivo è autodifendersi dagli attacchi condotti dall’LNA. In tale quadro, il 13 aprile, le forze tripoline sono riuscite a prendere il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, raggiungendo un primo progresso dall’inizio dell’operazione di Haftar contro Tripoli, intrapresa il 4 aprile 2019. Secondo alcuni analisti ed esperti militari, tali ultimi risultati hanno rappresentato una battuta d’arresto per Haftar, il quale, il 27 aprile, si è autoproclamato guida del popolo libico, ponendo fine agli accordi di Skhirat del 2015, considerati “parte del passato”. Tale mossa ha incontrato opposizioni a livello internazionale ed ha provocato divergenze anche con Aguila Saleh, presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, affiliata al generale dell’LNA.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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