Italia-Egitto: la Libia al centro del vertice tra Di Maio e Shoukry

Pubblicato il 4 maggio 2020 alle 10:07 in Egitto Italia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, ha avuto un vertice telefonico con il suo omologo egiziano, Sameh Shoukry, con cui ha discusso di coronavirus e Libia. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato, domenica 3 maggio, dall’agenzia stampa governativa egiziana, per quanto riguarda il coronavirus i due ministri hanno discusso delle misure volte a incrementare la cooperazione nel contrasto alla diffusione del virus. In aggiunta, a tale riguardo, Di Maio ha altresì ringraziato Shoukry per gli aiuti sanitari inviati all’Italia, i quali, ha sottolineato il ministro italiano, ribadiscono la solidarietà che vi è tra i due popoli.  

Per quanto riguarda la Libia, il servizio di informazione egiziano rivela che i due omologhi hanno discusso di come raggiungere un accordo omnicomprensivo, in grado di soddisfare le aspirazioni dei cittadini libici in materia di sicurezza, stabilità e lotta al terrorismo.  

In aggiunta, Di Maio e Shoukry hanno anche concordato sull’urgente necessità di incrementare la cooperazione bilaterale e il coordinamento su numerosi temi di comune interesse.  

La Libia era già stata oggetto di un comunicato ufficiale della Farnesina lo scorso 28 aprile, quando il Ministero degli Esteri di Roma aveva reagito alle dichiarazioni del generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, nonché uomo forte del governo di Tobruk, il quale, il giorno precedente, si era autoproclamato guida del popolo libico, ponendo fine agli accordi di Skhirat del 2015, considerati “parte del passato”. 

A tale riguardo, l’Italia aveva ribadito di sostenere e riconoscere le istituzioni legittime della Libia, ovvero quelle riconosciute dalla Comunità internazionale, cioè il Consiglio Presidenziale, il Governo di Accordo Nazionale (GNA), la Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato. In aggiunta, Roma aveva evidenziato la necessità di rispettare quanto stabilito dagli accordi di Skhirat e quanto avviato con il Processo di Berlino in ogni decisione sul futuro della Libia. In tale contesto, il Ministero italiano aveva altresì invitato entrambe le parti a raggiungere una tregua durante il mese del Ramadan.  

La Libia è testimone di una perdurante guerra civile dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

Il 25 marzo, il governo tripolino ha dato avvio ad una nuova operazione, dal nome “Tempesta di pace”, il cui obiettivo è autodifendersi dagli attacchi condotti dall’LNA. In tale quadro, il 13 aprile, le forze tripoline sono riuscite a prendere il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui SormanSabrataMitrid e al-‘Ajilat, raggiungendo un primo progresso dall’inizio dell’operazione di Haftar contro Tripoli, intrapresa il 4 aprile 2019. Secondo alcuni analisti ed esperti militari, tali ultimi risultati hanno rappresentato una battuta d’arresto per Haftar, il quale, il 29 aprile, aveva annunciato una tregua umanitaria in occasione del mese di Ramadan, la quale tuttavia non è stata accettata dal governo di Tripoli. In tale contesto, continuano gli scontri sul campo 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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