Grecia: caccia turchi disturbano volo del ministro della Difesa

Pubblicato il 4 maggio 2020 alle 11:47 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Due aerei caccia della Turchia si sono avvicinati a un elicottero dell’Aviazione della Grecia con a bordo il ministro della Difesa di Atene, Nikolaos Panagiotopoulos, e il Capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Konstantinos Floros. 

È quanto rivelato, domenica 3 maggio, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì specificato che l’incidente si è verificato in occasione della visita ufficiale di Panagiotopoulos e Floros presso le isole greche di Oinouses, Agathonisi e Famaco, nel Mar Egeo. In particolare, i caccia turchi si sono avvicinati all’elicottero ellenico dopo che quest’ultimo aveva lasciato Oinouses. 

In merito a quanto accaduto, il Ministero degli Esteri della Grecia ha rilasciato un comunicato ufficiale, con cui ha condannato “nel modo più duro possibile” l’atteggiamento della Turchia, definito provocatorio. In particolare, il Ministero di Atene ha dichiarato che quanto avvenuto costituisce una ulteriore azione inaccettabile di Ankara, la quale conferma il proprio ruolo negativo nella regione, dove la Turchia si ostina a seguire approcci anacronistici alle relazioni internazionali e violazioni del diritto internazionale che non portano da nessuna parte”. 

In tale contesto, il Ministero degli Affari Esteri ha invitato la Turchia “a entrare nel 21esimo secolo e seguire l’esempio della Grecia e degli altri Paesi della regione” che lavorano in modo costruttivo rispettando le regole del buon vicinato e il diritto internazionale. 

L’incidente del 3 maggio si è verificato dopo che il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendiasaveva accusato la Turchia di violare i diritti sovrani della Grecia, soprattutto alla luce delle intromissioni non autorizzate dei caccia turchi nello spazio aereo ellenico del Mar Egeo, e di provocare verbalmente i vertici di Atene. Tutto ciò, aveva dichiarato Dendias, non va a favore delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, né della Turchia stessa, date le sue aspirazioni europee.   

Da parte sua, invece, in riferimento ai voli dei caccia turchi sul Mar Egeo, la Turchia accusa Atene di non rispettare la clausola sulla demilitarizzazione delle isole del Dodecaneso, sancita dal Trattato di Losanna, firmato il 24 luglio 1923 dalla Turchia e dagli Alleati della Prima guerra mondiale, il quale pose fine al conflitto greco-turco. Nonostante quanto sancito dal trattato, secondo la Turchia, Atene mantiene la propria presenza militare sulle isole e, in aggiunta, sebbene abbia acque territoriali per 6 miglia, “sostiene di avere uno spazio aereo di 10 miglia”. 

sorvoli non autorizzati che i caccia turchi hanno condotto sulle isole dell’Egeo continuano dallo scorso 16 gennaio. Da quel momento, i caccia F-16 di Ankara hanno più volte sorvolato numerose isole del Dodecaneso, tra cui Arki, Lisso, Farmaco, Gaidaro e Agathonisi, e le isole vicine, come Samo, LipsiChiosOinouses e Makronisi. Tali sorvoli sono stati più volte condannati dalla Grecia, la quale li considera come intromissioni non autorizzate nel proprio spazio aereo. Poche ore prima del sorvolo del 16 gennaio, il ministro degli Esteri della Turchia,  Mevlut Cavusoglu,  aveva messo in dubbio la sovranità della Grecia su alcune isole dell’Egeo. Ankara aveva così chiesto l’avvio di un processo di dialogo per discutere della sovranità sulle isole, ma Atene aveva risposto che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.