Coronavirus: FMI approva pacchetto da 411 milioni di dollari per l’Etiopia

Pubblicato il 4 maggio 2020 alle 13:49 in Africa Etiopia

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Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha dichiarato di aver approvato un pacchetto di emergenza da 411 milioni di dollari per aiutare l’Etiopia a combattere la pandemia di coronavirus. La misura si iscrive nell’ambito del programma di strumenti di finanziamento rapido del Fondo (RFI) per aiutare gli Stati in difficoltà. In unapposita dichiarazione, il Consiglio del FMI ha altresì specificato di aver approvato la richiesta dell’Etiopia di sospendere i pagamenti del servizio di debito, destinati allorganizzazione, per un valore di circa 12 milioni di dollari, fino al 13 ottobre. La sospensione potrebbe essere prorogata fino al 13 aprile 2022, a seconda della disponibilità di risorse nell’ambito del piano di fiducia per il soccorso e il contenimento delle catastrofi del Fondo monetario internazionale (CCRT), riservato ai Paesi poveri.

La pandemia di COVID-19 ha creato gravi rischi per la salute e ha pesato enormemente sull’economia etiope. Se linfezione non verrà contenuta, eserciterà una forte pressione sul sistema sanitario del Paese, con devastanti conseguenze sociali. Sul fronte economico, un calo della domanda di esportazioni, combinato con le misure di contenimento interne, rallenterà la crescita e indebolirà i conti esterni e fiscali, si legge nella dichiarazione del Fondo. La priorità immediata è aumentare la spesa per l’assistenza sanitaria e fornire assistenza di emergenza, compresa quella alimentare. Le autorità si impegnano a garantire la massima trasparenza nella risposta alla crisi e mirano a condurre un audit ex post delle spese connesse una volta che lemergenza si sarà attenuata. Il consolidamento fiscale dovrà riprendere dopo la crisi, con particolare attenzione al rafforzamento della sostenibilità del debito e alla mobilitazione delle entrate nazionali, ha dichiarato il vice-direttore del Board esecutivo del Fondo, Tao Zhang, dopo la discussione con i membri dellorgano.

L’Etiopia ha anche chiesto 1.6 miliardi di dollari di finanziamenti al Gruppo di assistenza allo sviluppo (DAG), un consorzio di 30 nazioni bilaterali e agenzie multilaterali che sostengono il Paese, per far fronte all’epidemia di coronavirus. Il Ministero delle Finanze etiope ha presentato la proposta al DAG il 7 aprile, affermando che i fondi saranno distribuiti in tre mesi, in linea con il piano di risposta all’emergenza nazionale redatto dal governo con il supporto dell’Onu. Nel dettaglio, la strategia di coordinamento e di gestione trasversale dell’emergenza si articola su tre fronti. In primo luogo, il fondo più grande, che ammonta a 635 milioni di dollari, verrà utilizzato per garantire le provviste alimentari a 15 milioni di persone. In secondo luogo, altri 430 milioni di dollari saranno impiegati per la fornitura di servizi sanitari a 39 milioni di persone. Infine, il Ministero ha richiesto 282 milioni di dollari per assicurare riparo e beni non alimentari a 2,5 milioni di persone.

Il 10 aprile, Il Parlamento etiope ha approvato uno stato di emergenza nazionale della durata di 5 mesi. La misura si iscrive nell’ambito delle iniziative adottate per far fronte all’epidemia di coronavirus. Il Consiglio dei ministri, guidato dal premier Abiy Ahmed, aveva avanzato la proposta con l’obiettivo di controllare la diffusione del COVID-19 e ridurne l’impatto sul Paese. Il procuratore generale, Abiebie Adanech, ha reso noto che lo stato di emergenza (SOE) sarà supervisionato dal Consiglio dei ministri e dai sottocomitati ministeriali. I precedenti stati di emergenza nazionale erano supervisionati dalle postazioni di comando dell’esercito etiope (CP), spesso accusate di gravi abusi dei diritti, compresi arresti mirati e uso eccessivo della forza contro le persone che si ritenevano colpevoli di aver violato gli ordini.

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Chiara Gentili

di Redazione

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