Tensioni tra le due Coree: spari al confine

Pubblicato il 3 maggio 2020 alle 16:47 in Corea del Nord Corea del Sud

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Nei pressi di una postazione di guardia del Paese meridionale, c’è stato uno scambio di colpi di arma da fuoco tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, alle 7:41, ora locale, del 3 maggio. Nel corso della giornata, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha dichiarato che gli USA ritengono si sia trattato di spari accidentali.

Stando ad una dichiarazione rilasciata dai Capi di Stato Maggiore (JCS) dell’esercito di Seoul, Pyongyang ha sferrato più colpi di arma da fuoco all’indirizzo di una postazione di guardia Sud-coreana, nella Zona demilitarizzata, al confine tra i due Paesi, ricevendo in risposta due spari. Al momento, non sono state comunicate notizie su eventuali feriti. L’episodio ha esacerbato le già fragili relazioni che intercorrono tra i due Paesi, divisi dai 248 km del confine maggiormente militarizzato al mondo, nonostante ad esso ci si riferisca come zona demilitarizzata. Da parte sua, l’esercito di Seoul ha riferito di aver contattato le forze armate del Nord attraverso una linea diretta militare, per evitare un’escalation della situazione. Tuttavia, resta ancora ignoto il motivo che ha spinto la Corea del Nord a sferrare tale attacco.

Sul confine tra le due Coree, oltre ad essere presenti mine, postazioni di guardia e barriere, sono di stanza numerose truppe militari di ambo le parti, che negli anni si sono sporadicamente scambiate colpi a fuoco.  Un grave e preoccupante apice delle tensioni tra le due Coree al confine risale al 2010 e iniziò il 27 gennaio di quell’anno, quando la Corea del Nord sferrò un fuoco d’artiglieria al confine, nelle acque circostanti l’isola di Baengnyeong, uccidendo due ufficiali della Marina Sud-coreana e due civili. Successivamente, il 26 marzo, Pyongyang affondò una nave della marina nemica, provocando 46 vittime  e attaccò nuovamente il Sud a Ottobre e Novembre dello stesso anno. Da allora, tensioni come quelle del 3 maggio si sono verificate più volte negli anni, ma gli ultimi episodi di tale genere risalgono al 2017, in quanto, dal 2018, era iniziato un parziale smantellamento degli arsenali di confine per ridurre le tensioni. Tuttavia, quest’ultimo si è  poi interrotto nel contesto più generale dello stallo dei negoziati per la denuclearizzazione Sud-coreana tra Washington e Pyongyang. Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace.   Essi hanno combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953. Il 27 luglio 1953, fu firmato dai rispettivi alleati l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine alla guerra. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato trattato di pace. 

L’episodio del 3 maggio è avvenuto ad un giorno di distanza dalla ricomparsa sulla scena pubblica del leader Nord-coreano, Kim Jong Un, dopo un’assenza di tre settimane che ha provocato numerose speculazioni su un suo possibile stato di salute precario e una conseguente crisi nella leadership della Nazione. Il primo maggio, il capo di Stato di Pyongyang ha partecipato all’inaugurazione di una fabbrica di fertilizzanti nella città di Sunchon, ricomparendo in pubblico per la prima volta dallo scorso 11 aprile, quando aveva presieduto un incontro del politburo del Partito del Lavoro di Corea. Il giorno seguente, il presidente americano, Donald Trump, ha commentato il ritorno di Kim sul suo profilo Twitter dicendosi personalmente contento che sia tornato e che stia bene.

Il primo incontro tra i due leader risale al 12 giugno 2018, quando Kim Jong Un ha incontrato la controparte americana a Singapore e insieme hanno concordato una reciproca collaborazione per smantellare il programma nucleare della Corea del Nord in cambio della rimozione delle sanzioni che pesano su di essa. Tuttavia, durante il loro secondo incontro il 28 febbraio 2019 a Hanoi, in Vietnam, i colloqui tra le due parti si sono interrotti inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni che ha portato alla brusca conclusione dell’evento. Un segnale positivo è stato lanciato in seguito da Trump il 30 giugno 2019. Durante il terzo incontro con la controparte, il presidente americano è simbolicamente entrato in Corea del Nord dalla zona demilitarizzata a confine con la Corea del Sud. Nonostante ciò, i tentativi americani di convincere Pyongyang ad abbandonare i propri progetti nucleari e missilistici non hanno avuto alcun esito. Da allora, gli sviluppi sono stati incerti. Lo scorso 13 gennaio, gli USA avevano cercato di ripristinare il dialogo bilaterale con la Corea del Nord, ma, il successivo 21 gennaio, il consigliere della missione della Corea del Nord presso le Nazioni Unite a Ginevra ha dichiarato che negli ultimi due anni il proprio Paese ha interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro agli USA ma questi, di risposta, hanno tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e hanno insistito con il mantenimento delle sanzioni per bloccare lo sviluppo del Paese e inceppare il suo sistema politico. Di conseguenza, la Corea del Nord non si è ritenuta più vincolata a nessun accordo con gli USA.

Le Nazioni Unite hanno approvato 9 risoluzioni contro la Corea del Nord dall’ottobre 2006, con cui sono state imposte sanzioni in risposta ai programmi nucleari e missilistici del Paese asiatico. Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di nuovi test missilistici nucleari che hanno destato grande preoccupazione a livello internazionale. Con le sanzioni, sono state limitate le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a rivedere le proprie azioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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