Egitto: uccisi 18 terroristi nel Sinai del Nord

Pubblicato il 3 maggio 2020 alle 13:00 in Africa Egitto

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Il Ministero degli Interni del Cairo ha annunciato che le forze armate del Paese hanno ucciso 18 militanti islamici affiliati all’ISIS durante un raid nel governatorato del Sinai del Nord, il 3 maggio. Lo scontro è avvenuto nella cittadina di Bir El-Abd, dopo che le forze governative hanno assaltato un nascondiglio dei militanti. Nessun membro delle forze egiziane è stato ucciso nell’operazione e nel nascondiglio sono stati trovati ordigni, armi automatiche e cinture per esplosivi. Tuttavia, il Ministero non ha specificato quando sia avvenuto esattamente il raid.

Lo scorso 30 aprile, nella stessa cittadina di El-Abd un’esplosione ha colpito un convoglio militare causando la morte di almeno 10 persone tra i soldati egiziani, che stavano conducendo un’operazione contro lo Stato Islamico nella regione. Venerdì primo maggio, tale attacco è stato rivendicato da un’organizzazione affiliata all’ISIS e che ha sede nella penisola, tramite l’organo di propaganda dello Stato Islamico, Amaq. La notizia è stata data dopo che le forze armate egiziane avevano affermato di aver ucciso due terroristi.  Il 16 marzo scorso, la cittadina di Bir El-Abd  era già stata teatro di scontri tra esercito e terroristi simili a quelli riportati il 3 maggio. In tale occasione il raid condotto dalle forze egiziane era risultato nell’uccisione di 6 terroristi a seguito di uno scontro a fuoco. Anche in quel caso, la polizia egiziana aveva sventato all’interno di un’abitazione un nascondiglio dei militanti, contenete armi ed esplosivi.

La presenza di gruppi affiliati allo Stato Islamico nella regione del Sinai del Nord desta particolare preoccupazione, al punto che tutta l’area vive da mesi una grave situazione di mancanza di sicurezza. In particolare, il 22 luglio 2019, il governo ha proclamato lo stato di allerta nel governatorato e ha imposto un coprifuoco, successivamente, il 14 gennaio scorso, tali disposizioni sono state applicate all’intero Paese per tre mesi a partire dal 27 gennaio. Il Sinai del Nord è una zona geografica di grande importanza, in quanto congiunge i continenti africano e asiatico. Dal 2013, la regione è stata il maggior teatro delle violenze dei militanti affiliati allo Stato Islamico in Egitto e ha visto l’avvio di varie campagne militari governative per contenerli. Il 9 febbraio 2018, l’esercito egiziano ha lanciato su tale territorio l’operazione nota come Comprehensive Operation-Sinai, con l’obiettivo di contrastare i militanti islamisti e altri gruppi criminali, aumentare il proprio controllo sulla regione e ripristinare la stabilità.

Secondo il Global Terrorism Index, l’Egitto occupa l’undicesima posizione tra i Paesi maggiormente a rischio per il terrorismo. I gruppi militanti affiliati all’ISIS nel Pese hanno come obiettivi principali dei propri attacchi le forze armate del Cairo e la minoranza cristiana copta che vive in Egitto. Quest’ultima è stata ripetutamente vittima dei loro attacchi, il più feroce dei quali è costato la vita a 47 persone, il 10 aprile 2017. L’attività di gruppi terroristici islamisti si è particolarmente intensificata dal 3 luglio 2013, quando l’esercito nazionale ha rovesciato l’allora presidente islamista e membro dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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