Regno Unito: picco di decessi e cure sperimentali

Pubblicato il 2 maggio 2020 alle 20:00 in Europa UK

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Stando ai dati annunciati dal segretario di Stato per l’Edilizia abitativa, le Comunità e il Governo locale, Robert Jenrick, il Regno Unito ha registrato 28.131 decessi ospedalieri a fronte di 182.260 casi positivi al coronavirus e di una popolazione di circa 67 milioni di persone, il 2 maggio. Londra si appresta a raggiungere Roma per il primato di vittime del coronavirus, confermandosi il terzo Paese al mondo per numero di decessi dopo gli USA e l’Italia che hanno perso rispettivamente 64.740 e 28.710 persone a causa dell’epidemia.

L’esecutivo del premier Boris Johnson ha ricevuto ripetute critiche per la tarda risposta alla diffusione dell’epidemia. Il 23 marzo, il suo governo ha adottato misure di isolamento per il contenimento del virus e si ritiene che sia ancora presto per alleviarle, nonostante lo stesso premier abbia affermato che il picco dei contagi sarebbe da ritenersi avvenuto. L’esecutivo di Londra sta lavorando per un piano di rilancio della quinta economia mondiale che dovrà evitare una seconda impennata di contagi. A tal proposito, sono stati individuati cinque “test” che il Paese dovrà superare per interrompere l’isolamento, tra questi ci sarebbe la riduzione del tasso di mortalità giornaliero e la prevenzione di un secondo picco nei decessi. Al momento gli scienziati incaricati da Downing Street hanno previsto che le morti manterranno questo trend ancora per un po’ stabilizzandosi sulle cifre riportate.

Il 2 maggio, alcuni ospedali del Regno Unito hanno annunciato che utilizzeranno trasfusioni di plasma da pazienti guariti per trattare chi è ancora infetto in modo da alimentare le possibilità dei loro sistemi immunitari di combattere il virus. In particolare, il plasma sarà destinato a quei pazienti il cui sistema immunitario non è in grado di sviluppare anticorpi a sufficienza. Tra i centri che eseguiranno questo tentativo c’è anche il London’s Guy’s and St Thomas’ Hospital dove lo stesso Boris Johnson è stato curato dal coronavirus. Un medico dell’ospedale ha specificato che si tratterà di una sperimentazione per capire se quello che viene definito “plasma convalescente” potrà essere un trattamento da utilizzare su più ampia scala.

Il segretario Jenrick, dopo aver fornito i dati sullo stato dell’epidemia, ha annunciato che il governo disporrà 76 milioni di sterline per le vittime di violenza domestica, che sono intrappolate nella propria condizione a causa delle misure di isolamento, e per i senza tetto. Il finanziamento aiuterà i bambini in difficoltà, le vittime di violenza domestica e chi ha subito forme di schiavitù moderna. All’atto pratico i fondi aiuteranno organizzazioni benefiche, consentiranno l’assunzione di consulenti esperti in materia e provvederanno a fornire luoghi sicuri dove far alloggiare le vittime e chi non ha fissa dimora.

Infine, nel briefing del 2 maggio, Jenrick ha  chiarito la posizione del Regno Unito per quanto riguarda una possibile indagine sulle responsabilità per la diffusione della pandemia, nel contesto di una crescente tensione tra Washington e Pechino per chiarire il ruolo della Repubblica Popolare Cinese nell’origine e conseguente diffusione del virus. Londra indagherà sull’argomento in un secondo momento considerando le azioni dei Paesi nel contesto globale, per ora la sua attenzione resterà sulla gestione dell’emergenza entro i suoi confini.

Il coronavirus si è manifestato per la prima volta nella città cinese di Wuhan, nella provincia di Hubei, lo scorso dicembre 2019 e si è poi propagato a livello mondiale. Ad oggi, sono 3 milioni e 392,771 i casi di contagio in tutto il mondo e le vittime della pandemia ammontano a 241.193.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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