Regno Unito: le vittime per coronavirus rischiano di superare quelle dell’Italia

Pubblicato il 1 maggio 2020 alle 10:22 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Regno Unito rischia di diventare la nazione europea con il maggior numero di morti per coronavirus. Queste le ultime previsioni del governo di Londra, pubblicate nella serata di giovedì 30 aprile, insieme ai dati giornalieri in cui si specifica che altre 674 persone sono decedute in Gran Bretagna dopo aver contratto il virus, per un totale provvisorio, secondo Downing Street, di 26.711 vittime. In Europa, solo l’Italia possiede un bilancio più alto, con 27.967 decessi attribuiti ufficialmente al coronavirus.

Mentre il governo italiano afferma che le vittime stanno gradualmente diminuendo, con 285 decessi registrati giovedì 30 aprile e 323 il giorno prima, e anche i nuovi casi sembrano calare rapidamente grazie alle misure restrittive imposte dal governo, il Regno Unito sostiene di aver da poco superato il picco, mettendo in guardia dal revocare troppo rapidamente il blocco. “Siamo entrati in quella che può essere definita una grande vetta, come se stessimo attraversando un enorme tunnel alpino e ora possiamo vedere la luce del sole e il pascolo davanti a noi”, ha dichiarato il primo ministro inglese, Boris Johnson, al suo primo briefing dopo essere guarito dal virus. È fondamentale che non perdiamo il controllo e non ci schiantiamo contro una seconda e ancora più grande montagna”, ha aggiunto.

L’amministrazione Johnson è stata fortemente criticata per la sua gestione della pandemia, con accuse che vanno dall’incapacità di istituire rapidamente un programma di test-and-trace, ai ritardi nellintroduzione delle restrizioni di blocco, allincapacità di fornire agli operatori sanitari in prima linea un’adeguata protezione personale. Ma il primo ministro, tornando a parlare alla nazione poco dopo la sua guarigione, ha confrontato il bilancio delle vittime con le stime previste allinizio della pandemia e ha sostenuto di essere riuscito a evitare una catastrofe molto più grave. “È grazie a questo massiccio sforzo collettivo che abbiamo evitato un’epidemia incontrollabile e catastrofica, in cui il ragionevole scenario, nellipotesi peggiore, sarebbe stato di 500.000 morti”, ha dichiarato, specificando che il confronto con gli altri Paesi è “un esercizio infruttuoso. I suoi commenti, tuttavia, hanno scatenato diverse critiche online.

Le misure concrete, previste per alleviare il blocco che ha devastato l’economia, non saranno svelate presto, ma i primi dettagli di una strategia onnicomprensiva saranno annunciati la prossima settimana, secondo quanto affermato da Johnson. E mentre l’obiettivo del governo di 100.000 test al giorno entro la fine del mese sembra molto più realizzabile rispetto a quando è stato annunciato, dal momento che oltre 80.000 test sono stati effettuati nella giornata di mercoledì 29 marzo, gli inglesi sembrano sollevati di aver ricevuto più chiarezza sul loro futuro. Johnson ha dichiarato che la prossima settimana esporrà “un piano globale, una tabella di marcia” che spieghi le condizioni necessarie affinché le scuole inizino a riaprire e le imprese a riprendere le attività. Ci sarà un menu di opzioni”, ha specificato. “Le date e i tempi di ogni singola misura saranno guidati dallevoluzione dell’epidemia e da cosa ci dicono i dati”. Il prossimo passo nella lotta contro la pandemia, hanno sottolineato giovedì 30 aprile i funzionari del governo inglese, consisterà nel mantenere il numero “R”, cioè il numero di persone che una persona infetta può a sua volta contagiare, il più basso possibile.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.