Egitto: attacco contro un convoglio dell’esercito nel Sinai del Nord

Pubblicato il 1 maggio 2020 alle 13:04 in Africa Egitto

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Un convoglio con almeno 10 membri dell’esercito egiziano, di cui un ufficiale, è stato colpito da un ordigno nella città di Bir al-Abd, nella regione del Sinai settentrionale. La notizia è stata riportata da un funzionario militare, Tamer Refai, il quale, tuttavia, non ha specificato quanti sono i morti e quanti i feriti. Altre testimonianze riferiscono che tutti e 10 i soldati hanno perso la vita. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha condannato lattacco tramite un post su Facebook e ha definito i militari cadutieroie martiri.

Il 14 aprile, le forze di sicurezza egiziane hanno smantellato una cellula terroristica che si nascondeva nel quartiere di al-Amiriya, nellEst del Cairo. Gli scontri e la sparatoria hanno causato 8 morti, di cui 7 terroristi e un ufficiale delle forze speciali. L’operazione è stata condotta dopo che il Ministero dellInterno aveva ricevuto segnalazioni su potenziali attentati pasquali contro i cristiani copti.

Il Global Terrorism Index colloca l’Egitto all’undicesima posizione tra i Paesi maggiormente colpiti dalla minaccia terroristica. Da quando, il 3 luglio 2013, un golpe ha rovesciato l’ex presidente islamista Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, centinaia di soldati e poliziotti sono morti in attacchi da parte di gruppi estremisti. Tra gli attentati più violenti contro la comunità copta vi è quello del 10 aprile 2017, quando 47 persone hanno perso la vita nell’offensiva contro due chiese copte, a Tanta ed Alessandria, durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme.

Tuttavia, la zona che desta maggiore preoccupazione è la regione del Sinai del Nord, la quale vive da mesi in uno stato d’allerta, mentre è dal 2013 che la regione viene considerata il fulcro della violenza islamista in Egitto. In seguito ad alcuni episodi che hanno destato preoccupazione nel Paese, il 22 luglio 2019 è stato proclamato lo stato di emergenza ed un coprifuoco in tutta la regione. Inoltre, la Camera dei Deputati, ovvero il Parlamento monocamerale, il 14 gennaio scorso, ha ulteriormente esteso lo stato di emergenza a livello nazionale per tre mesi. In particolare, questo è entrato in vigore all’una di notte, ora locale, del 27 gennaio e durerà fino alla stessa ora del 27 aprile 2020. Si è trattato della dodicesima decisione consecutiva di tal tipo. La prima risale al 10 aprile 2017.

La regione del Sinai del Nord, zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro, da anni, anche di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato una campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese. In tale quadro, il 16 marzo, il Ministero dell’Interno del Cairo ha riferito che almeno 6 terroristi egiziani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di polizia in seguito a un raid nella città di Bir El-Abd, anch’essa situata nel Sinai del Nord. A inizio novembre 2019, l’esercito egiziano aveva dichiarato che le proprie forze erano riuscite ad uccidere 83 presunti militanti terroristi nel mese precedente, a seguito di operazioni condotte sia nel Sinai del Nord sia nelle aree centrali della regione.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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