Attacco aereo israeliano contro obiettivi iraniani in Siria

Pubblicato il 1 maggio 2020 alle 9:10 in Israele Siria

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Elicotteri israeliani hanno lanciato una serie di missili, dalle alture del Golan, contro obiettivi situati nella Siria meridionale. È quanto hanno riferito, venerdì primo maggio, i media di stato siriani, evidenziando un aumento degli attacchi contro le milizie appoggiate dall’Iran. Fonti di opposizione nell’area hanno affermato che diverse postazioni della milizia iraniana sono state prese di mira nei pressi di Quneitra. L’attacco, secondo quanto specificato dai media siriani, avrebbe causato solo danni materiali.

Sempre nella giornata di venerdì primo maggio, altre esplosioni sono state udite nei pressi della città di Homs. L’esercito siriano ha affermato che l’incidente è avvenuto in un deposito di munizioni e ha provocato alcune vittime civili. Tuttavia, mentre i militari negano si sia trattato di un attacco, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, una ONG con sede nel Regno Unito, sostiene che l’offensiva sia il risultato di un’altra operazione israeliana volta a colpire una base militare gestita da Hezbollah lungo la strada tra Homs e Palmyra.

Basi e convogli gestiti da fazioni filoiraniane e dagli alleati di Teheran, in particolare dalla milizia di Hezbollah, che possiede una forte presenza sulle alture del Golan, sono stati spesso colpiti da Israele, nel corso degli ultimi anni. Hezbollah si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni. Secondo una fonte di intelligence operativa nella regione, Israele avrebbe deciso di intensificare le sue incursioni in Siria, in un momento in cui il mondo è occupato ad affrontare l’emergenza dovuta al coronavirus.

L’ultimo attacco risale al 27 aprile, quando le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver intercettato e distrutto aerei da guerra israeliani, nei pressi di Damasco, causando la morte di 3 civili ed il ferimento di altri 4. In seguito a tale offensiva, il ministro della Difesa israeliano, Naftali Bennett, ha dichiarato pubblicamente ai media israeliani la sua decisione di intensificare la campagna di Tel Aviv contro obiettivi iraniani in Siria. “Siamo passati dal bloccare la trincea dell’Iran in Siria a forzarla fuori di lì, e non ci fermeremo”, ha affermato Bennett in una nota, aggiungendo: “Non consentiremo più a minacce strategiche esterne di crescere oltre i nostri confini senza agire, continueremo a portare la lotta sul territorio nemico”. Israele ritiene che la presenza militare dell’Iran in Siria, dove le milizie di Teheran combattono a fianco del regime di Bashar al-Assad, rappresenti una minaccia alla sua sicurezza e sia un’evidente dimostrazione del fatto che l’Iran è alla ricerca di una presenza permanente lungo i suoi confini settentrionali. La minaccia di uno scontro diretto tra Israele e Iran preoccupa da tempo la Siria, con Tel Aviv che considera Teheran il suo più grande nemico nella regione. Assad, dal canto suo, ha affermato che le forze iraniane sono le benvenute in Siria dal momento che Iran e Russia, grazie ad anni di vittorie militari, hanno avuto un ruolo chiave nel riportare la maggior parte del Paese sotto il controllo del regime.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto siriano ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Al momento, i gruppi armati appoggiati dall’Iran, e guidati da Hezbollah, sono riusciti a prendere il controllo di vaste aree della Siria orientale e meridionale, così come di diversi sobborghi della capitale Damasco. In tale quadro, il 20 aprile, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha incontrato il presidente Assad a Damasco. Il meeting, secondo alcuni, ha avuto lo scopo di ribadire il sostegno di Teheran al regime siriano.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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