Libia: l’LNA sospende i combattimenti, Abu Dhabi cerca soldati in Sudan

Pubblicato il 30 aprile 2020 alle 8:45 in Emirati Arabi Uniti Libia

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Il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Ahmed al-Mismari, ha annunciato, nella sera del 29 aprile, una tregua temporanea nel Sud della capitale Tripoli. Parallelamente, alcune fonti hanno rivelato che un aereo emiratino è giunto a Khartum, in Sudan, per discutere del sostegno al generale a capo dell’LNA, Khalifa Haftar, con i gruppi di mercenari.

In particolare, al-Mismari, nell’annunciare la sospensione delle operazioni militari presso gli assi nel Sud della capitale, ha riferito che una tale mossa mira a risponde agli inviti della comunità internazionale e dei Paesi alleati, i quali hanno più volte esortato le parti belligeranti ad intraprendere una “tregua umanitaria”, soprattutto in vista del mese sacro di Ramadan. Tuttavia, è stato evidenziato, qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte delle “milizie terroristiche” vedrà una risposta dura e immediata. Parallelamente, il portavoce dell’LNA ha affermato che nei prossimi giorni verrà emanata una dichiarazione costituzionale volta a stabilire una road map per le prossime fasi da intraprendere, il cui obiettivo è realizzare le aspettative della popolazione libica in un Paese stabile e sicuro.

Tale dichiarazione giunge dopo che il generale Khalifa Haftar, il 27 aprile, si è autoproclamato leader della Libia, affermando di aver ricevuto un “mandato popolare”, e ponendo fine agli accordi politici di Skhirat del 2015. A tal proposito, al-Mismari ha invitato la comunità internazionale a sostenere l’annuncio del generale, affermando che sono due le possibili strade da intraprendere: “Sostenere la sicurezza, la stabilità e la pace” o appoggiare il “caos armato e le milizie terroristiche”.

Parallelamente, alcune fonti hanno rivelato ad al-Jazeera che, già nella sera del 28 aprile, funzionari emiratini sono giunti nella capitale sudanese per una visita “segreta”, con l’obiettivo di cercare maggiore supporto per le forze di Haftar tra i mercenari locali e per reclutare nuovi soldati da inviare presso gli assi di combattimento libici. A detta di tale fonti, i rappresentanti emiratini erano guidati dal consigliere per la sicurezza nazionale di Abu Dhabi, Tahnoon bin Zayed, ma non è il primo aereo ad essere giunto in terra africana negli ultimi giorni. In particolare, anche il 25 aprile scorso, un altro velivolo partito dagli Emirati Arabi Uniti era giunto a Khartum, dove ha sostato alcune ore prima di dirigersi verso il Ciad.

Nel frattempo, la giornata del 29 aprile non è stata esente da tensioni. In particolare, oltre all’attacco al convoglio dell’LNA nel Sud di Tripoli, tra al-Quriyat e al-Nasma, le forze tripoline hanno altresì colpito un raggruppamento militare situato presso il campo al al-Yarmouk, sull’asse di Salah al-Din. Dall’altro lato, l’esercito di Haftar ha bombardato la sede dell’amministrazione del dipartimento di medicina militare, legato al Ministero della Sanità di Tripoli, situata nel quartiere di Souq al-Juma’. Un dipendente è stato ucciso, mentre altri 6 sono rimasti feriti, e l’attacco ha causato altresì danni materiali all’edificio colpito. Non da ultimo, sono stati lanciati missili grad contro la città di Masallata, adiacente a Tarhuna.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti, nati dagli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Da un lato, il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi, oltre alla Giordania, sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Nonostante i ripetuti appelli a livello internazionale rivolti alle parti impegnate nel conflitto libico, ovvero il generale Haftar ed il governo di Tripoli, entrambi hanno continuato a condurre attacchi ed operazioni militari nel Sud della capitale così come in altre regioni libiche. Il 25 marzo, il GNA ha dato avvio ad una nuova offensiva, dal nome “Tempesta di pace”, il cui scopo è contrastare l’avanzata dell’LNA. In tale quadro, il 13 aprile, le forze tripoline sono riuscite a prendere il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, raggiungendo un primo progresso dall’inizio dell’operazione di Haftar contro Tripoli, intrapresa il 4 aprile 2019. Successivamente, il 18 aprile, un’ulteriore offensiva del GNA ha riguardato Tarhuna, contro cui stati condotti circa 20 raid aerei.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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