Coronavirus, Spagna: il governo ci ripensa, sì alle riaperture su base locale

Pubblicato il 30 aprile 2020 alle 8:34 in Europa Spagna

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La riapertura può essere effettuata all’interno di una provincia o isola a velocità diverse, con zone differenziate in base all’evolversi dei contagi. Il ministero della salute spagnolo su pressione di diverse Comunità ha accettato di studiare un piano che preveda differenze su base locale. Il piano del governo fissa la provincia o l’isola come unità di misura che una serie di indicatori sanitari deve soddisfare per progredire nel recupero dell’attività economica e nell’abbandono della quarantena.

Alcuni presidenti regionali come il socialista Emiliano García-Page, Castiglia-La Mancha, si sono espressi a favore di una diversa evoluzione all’interno delle province stesse, perché il numero di infezioni varia in base all’area. Questa affermazione è stata ripetuta da autonomie di tutti i colori politici, come l’Andalusia, la Galizia, la Castiglia e León (Partito Popolare), la Comunità Valenciana, le Baleari e La Rioja (Partito Socialista).

La richiesta dei presidenti regionali spagnoli di differenze intraprovinciali si spiega con le grandi dimensioni medie delle province nel Paese. Per fare un confronto, la più estesa provincia italiana (Sassari, 7692 Km²) è più piccola della provincia di Barcellona (7703 Km²) che in Spagna è la trentatreesima su cinquanta, isole comprese.

Alcune regioni, come i Paese Baschi e le Isole Canarie avevano intenzione di avviare già da questo lunedì i propri piani di riapertura, ma non lo faranno almeno fino al 10 maggio, quando si concluderà l’estensione dello stato di allerta.

Il presidente della Generalitat valenciana, Ximo Puig, chiede una divisione per dipartimenti sanitari o regionali e non provinciali. Alberto Núñez Feijóo, presidente della Galizia, propone inoltre che l’area sanitaria sia il riferimento e che vi sia una riflessione sulla prevenzione della mobilità tra le province, alludendo alle città vicine con una simile situazione epidemiologica. I presidenti di Castiglia e León e La Rioja, rispettivamente il popolare  Alfonso Fernández Mañueco e la socialista Concha Andreu, propongono una segmentazione per aziende sanitarie di base. L’Andalusia propone che le province di Huelva e Almería, con pochi contagi, entrino nella fase avanza delle riaperture sin dal 4 maggio, come le isole di Fomentera (Baleari), El Hierro, La Graciosa e La Gomera (Canarie) e che questo anticipo sia consentito anche in alcune zone della provincia di Malaga.

Il governo delle Baleari, da parte sua, chiede che la riapertura a Minorca inizi il 4 maggio, come a Formentera.

In base agli studi sull’occupazione di posti in terapia intensiva e sulla diffusione di Covid-19, le regioni che dovrebbero poter aprire prima sono le Canarie, la Cantabria e la Regione di Murcia. Le ultime Castiglia e León e Madrid.

Il governo, sotto una pressione incrociata di governi locali, imprenditori e opposizione, non esclude di accettare queste richieste se le Comunità autonome sono in grado di motivarle e garantire la “tenuta” di queste unità più piccole, come ha spiegato il ministro della Salute, Salvador Illa, aggiungendo inoltre che non vi sia mobilità.

Il piano presentato dal governo lo scorso 28 aprile descrive in dettaglio le fasi del recupero dell’attività economica e la conquista di una maggiore mobilità nelle prossime settimane, in un processo articolato in quattro fasi, ma offre pochi dettagli su come sarà rimosso il confinamento della popolazione.

Queste informazioni saranno rese pubbliche a poco a poco, attraverso ordinanze del Ministero della Salute pubblicate nel BOE, la Gazzetta ufficiale spagnola. L’ultimo decreto che estende lo stato di allarme conferisce a Salvador Illa il potere di impartire istruzioni quotidiane sulle misure di confinamento. Il ministro ha annunciato mercoledì 29 aprile che le condizioni per gli sport all’aria aperta saranno note sabato e nei giorni seguenti sarà pubblicato quello che sarà l’apertura dei negozi che avrà luogo da lunedì 4 maggio (il cosiddetto stadio zero o preparatorio). Più tardi diverse ordinanze stabiliranno cosa succede in ciascuna delle tre fasi di declassamento previste dall’esecutivo, ciascuna della durata di 7/14 giorni e che dovrebbe portare all’apertura completa del Paese per metà giugno.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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