Albania arresta ricercato internazionale dell’ISIS

Pubblicato il 30 aprile 2020 alle 15:56 in Albania Tajikistan

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Un cittadino tagico di 24 anni, Komrom Zukhyrov, ricercato internazionale in quanto sospetto membro dell’ISIS, è stato arrestato a Tirana dalle unità antiterrorismo della polizia albanese. 

È quanto rivelato, giovedì 30 aprile, da sito di notizie TOP Channel, il quale ha altresì specificato che l’arresto è avvenuto la sera precedente, in uno dei più grandi viali di Tirana, Boulevard Zog I. 

L’uomo eradallo scorso 21 aprile, sotto mandato di cattura internazionale, emesso da una corte federale tedesca, a Karlsruher, la quale aveva accusato il 24enne tagico di essere un sospetto militante di una organizzazione terroristica e di aver creato una cellula in Germania la quale stava pianificando attentati in nome dell’ISIS. In particolare, i militanti stavano pianificando di attaccare i cittadini che criticavano l’islam e le basi militari statunitensi in Germania. In aggiunta, secondo la procura tedesca, la cellula intendeva compiere attacchi anche in Tajikistan. Cinque dei membri della cellula di Zukhyrov erano stati arrestati in Germania, a Berlino, lo scorso 15 aprile.  

Secondo quanto rivelato da TOP Channel, l’uomo era giunto in Albania lo scorso 17 febbraio, dopo essere atterrato presso l’aeroporto di Rinas. Una volta giunto a Tirana, l’uomo avrebbe vissuto insieme ad alcuni suoi conoscenti, parte dei quali tagichi.  

In merito all’arresto, la polizia di Tirana ha rivelato che l’operazione, chiamata con il nome in codice “Visitor”, è stata guidata dal dipartimento antiterrorismo, il quale è stato responsabile dell’identificazione e del fermo del sospetto terrorista, oltre che dello scambio di informazioni con le agenzie competenti sia all’interno sia all’esterno del Paese.  

In seguito all’arresto, rivela Albanian Daily News, Zukhyrov potrà essere estradato in Germania, dove dovrà rispondere dei suoi capi d’accusa. 

Il terrorismo, secondo quanto ricostruito dal servizio di intelligence nazionale dell’Albania (SHISH), rappresenta una minaccia globale. Nello specifico, Tirana avverte la minaccia dell’ISIS, di Al-Qaeda e dei loro affiliati. Per tale ragione, lo SHISH collabora con le autorità del Paese, i suoi partner e le agenzie di sicurezza. In aggiunta, il servizio si occupa di monitorare il processo di radicalizzazione di giovani albanesi. 

Per quanto riguarda i Foreign Fighters, lo SHISH rivela di non aspettare un ritorno massivo di combattenti nell’immediato futuro. Al contrario, l’agenzia di intelligence rende noto che la maggior parte dei Foreign Fighter rientra nei loro Paesi di origine o in Stati terzi attraverso l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento della criminalità organizzata. 

Le partenze dall’Albania dei Foreign Fighter, rivela lo SHISH, sono diminuite a partire dal 2015, fino a giungere, attualmente, alla loro interruzione. Del numero totale dei foreign fighter, in aggiunta, lo SHISH rivela che il 21% ha perso la vita, mentre circa un terzo è rientrato nel Paese, principalmente prima che questo adottasse nuove misure di contrasto al terrorismo. 

In generale, rivela lo SHISH, i combattenti che hanno fatto ritorno in Albania adottano un profilo basso e solo in qualche caso mantengono lo stesso stile di vita. In generale, tuttavia, risultano più radicalizzati e attivi nella pianificazione di attività estremiste. 

Il rischio che l’Albania sia un punto di transito per i foreign fighter che intendono raggiungere altre mete europee, secondo le stime dello SHISH, è basso a causa dell’innalzamento dei criteri di sicurezza e dell’incremento della cooperazione con agenzie di intelligence a livello bilaterale. Regionale e internazionale. Tuttavia, sottolinea l’intelligence Albanese, permane il rischio che i combattenti partano dotati di documenti contraffatti, grazie al sostegno di reti di trafficanti di esseri umani o di migranti. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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