Uganda: HRW denuncia possibili torture contro l’opposizione

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 12:16 in Africa Uganda

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Human Rights Watch (HRW) ha esortato le autorità ugandesi ad avviare un’indagine sulle presunte accuse di tortura nei confronti di un parlamentare dell’opposizione, il 28 aprile.

Il rappresentante politico in questione, Francis Zaake, è stato arrestato il 19 aprile per aver distribuito prodotti alimentari alla propria comunità, nella città di Mityana, a 70 km a Nord di Kampala. Secondo la polizia, tale comportamento ha violato le disposizioni del presidente ugandese, Yoweri Museveni, il quale ha “sconsigliato”a politici e leader locali di distribuire cibo durante il blocco nazionale.

 Nello specifico, lo scorso 31 marzo, Musaveni aveva dichiarato che la consegna di generi alimentari nelle comunità avrebbe esposto soltanto le persone alla possibilità di contrarre il Covid-19, e avrebbe messo a rischio gli sforzi del governo volti a contrastare la diffusione del virus. Nella stessa occasione, il presidente aveva aggiunto che coloro che non avrebbero aderito alla direttiva sarebbero stati accusati di tentato omicidio, in quanto costituiscono un pericolo per la vita della popolazione. Secondo le disposizioni di Musaveni, chiunque voglia intraprendere tali iniziative dovrà farlo attraverso un’azione congiunta con la task force guidata dal primo ministro Ruhakana Rugunda, e non individualmente.

In tale quadro, il 19 aprile, le autorità locali hanno trattenuto Zaake presso l’Unità Investigativa Speciale a Kireka e, inizialmente, hanno negato l’accesso ai propri familiari e avvocati. In seguito, il 22 aprile, la polizia ha trasferito Zaake presso l’ospedale Iran-Uganda, a Naguru, dove è stato curato per una malattia non specificata, sempre sotto la custodia delle forze dell’ordine. Nonostante tre testimoni abbiano riferito a Human Rights Watch che, quando è arrivato in ospedale, Zaake camminava a malapena e sembrava essere stato picchiato duramente, il portavoce della polizia, Fred Enanga, ha respinto le accuse di tortura.

In passato, le forze dell’ordine ugandesi erano già state tacciate di violenza nei confronti dell’opposizione politica del Paese. Il 13 agosto 2018, la polizia aveva arrestato e picchiato 6 parlamentari, almeno 2 giornalisti, e altre 28 persone, in vista delle imminenti elezioni del 15 agosto. In tale occasione, le autorità avevano trattenuto anche Zaake, il quale, secondo alcuni testimoni citati da HRW, era stato bastonato e portato in centrale privo di sensi.

In Uganda, la libertà di riunione e di espressione, inclusa quella dei media, è garantita dall’articolo 29 della Costituzione e, formalmente, la legge condanna ogni tipo di tortura e di trattamento disumano, oltre a prevedere il perseguimento penale dei funzionari responsabili. Tuttavia, secondo HRW, ad oggi non c’è ancora stata un’indagine efficace o alcuna forma di giustizia per tali abusi.

In particolare, i rappresentati dell’opposizione sostengono che Musaveni e il proprio governo stiano sfruttando l’attuale pandemia di coronavirus per attaccare gli avversari politici e i dissidenti. Il 20 aprile, le forze di sicurezza ugandesi hanno arrestato uno scrittore e giornalista televisivo, Kakwenza Rukirabashaija, con l’accusa di aver diffuso “fake news” sul coronavirus attraverso Facebook. Kakwenza è l’autore di un libro satirico intitolato “The Greedy Barbarian”, che la maggior parte dei lettori ritiene sia un’allusione al presidente Museveni. Su Facebook, il giornalista aveva postato una foto scattata all’interno di un mercato di Iganga, la quale mostrava che i cittadini ignoravano le linee guida del governo sull’allontanamento sociale e, per tale motivo, è stato accusato di aver esortato la popolazione a non rispettare le direttive del governo.

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Mariela Langone

di Redazione

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