Spagna: Sánchez annuncia allentamento della quarantena

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 6:27 in Europa Spagna

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Fino a pochi giorni fa, il governo spagnolo insisteva sul fatto che il piano di allentamento delle misure di isolamento sociale funzionasse “a medio termine”. Non era imminente. Tuttavia, sabato 25 aprile, Pedro Sánchez ha annunciato che lo avrebbe presentato martedì 28 aprile. Il comitato, guidato dalla vicepresidente Teresa Ribera, che aveva lavorato su questo piano per settimane, ha accelerato tutto, secondo fonti dell’Esecutivo, perché diversi paesi stavano già presentando i propri piani e soprattutto per evitare l’idea, molto diffusa nel Paese, che il governo non avesse un progetto. In effetti i responsabili sanitari regionali, negli incontri con il governo, hanno espresso il loro disagio perché non è stato dato loro alcun dettaglio e li hanno convocati a un altro incontro questo martedì, quando Sánchez ha già presentato il piano.

Tutto è precipitato politicamente dall’annuncio delle uscite dei bambini, un serio danno d’immagine per l’esecutivo, che ha rettificato quattro volte le uscite consentite, generando confusione – tanto da spingere il vicepresidente e leader di Podemos, Pablo Iglesias, a scusarsi pubblicamente, e facendo sì che in alcune località le strade fossero affollate di famiglie con bambini nel fine settimana. Le ultime cifre, sebbene siano ancora drammatiche, hanno incoraggiato questa accelerazione dell’Esecutivo, con la quale cerca anche di ridurre la forte pressione subita sia dall’opposizione sia da alcune comunità autonome.

Per un mese, quattro ministri – Ribera, Salvador Illa (Sanità), Arancha González Laya (Estero) e José Luis Escrivá (Previdenza sociale) – hanno lavorato con altri alti funzionari, in particolare con Félix Bolaños, segretario generale della presidenza e Manuel Muñiz, Segretario di Stato alla Spagna globale, in incontri telematici e faccia a faccia. Hanno anche consultato un nutrito gruppo di esperti di tutte le aree.

All’inizio si prevedeva che il piano sarebbe stato pronto a maggio, lavorando con quell’orizzonte perché l’allentamento delle misure non sembrava imminente e l’esecutivo non voleva dare alcun segno di rilassamento. In effetti, il gruppo ha lavorato con enorme segretezza, senza consultare né l’opposizione né le regioni, che poi dovranno metterlo in pratica, tanto che il PP è arrivato a presentare una specifica interrogazione parlamentare e Ribera dovrà rispondere domani al Congresso su questo argomento. Il tutto è stato portato avanti in linea con la presentazione di piani di altri paesi, in particolare l’Italia, che ha i dati più simili a quelli della Spagna nella crisi. Quella segretezza, ammettono fonti dell’Esecutivo, aveva anche suscitato la sensazione che la Spagna fosse uno dei pochi grandi paesi in Europa senza un piano di riaperture.

Politicamente, il governo è fiducioso che la presentazione del piano, seppur privo di molti dettagli, darà un po’ di margine dopo alcune settimane molto difficili, con una tensione sociale sempre meno latente e con l’opposizione sempre meno disposta a sostenere l’esecutivo, come ha fatto finora. Ora la pressione principale viene dalle Comunità autonome. Alcune, come la Catalogna e i Paesi Baschi, vogliono andare da sole. Altre, in particolare le Isole Canarie, con dati migliori, vogliono una riapertura quanto prima per dare un orizzonte a una comunità totalmente dipendente dal turismo, come le Isole Baleari e quasi l’intera costa mediterranea (Valencia, Murcia, Andalusia).

Il presidente catalano, Quim Torra, ha chiesto domenica 26 aprile a Pedro Sánchez di revocare lo stato di allarme o di restituire alla Generalitat le competenze in quanto autorità deputata a gestire l’allentamento della quarantena in Catalogna, allentamento che, secondo Torra, “non può essere gestito a 600 chilometri di distanza”. Ha avvertito che, qualunque cosa accada, il governo catalano non “abdicherà” le sue responsabilità. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo 

di Redazione

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