Mediterraneo: barcone con 62 migranti in pericolo al largo della Libia

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 17:52 in Immigrazione Libia Malta

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La linea telefonica diretta per il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, Alarm Phone, ha riferito di aver individuato un barcone, con a bordo circa 62 persone, al largo della Libia, nella zona di ricerca e soccorso (SAR) di Malta. “Durante la notte siamo stati chiamati da una barca in pericolo in fuga dalla Libia, con 62 persone a bordo, tra le quali 13 donne e 6 bambini. Erano nella zona Sar maltese. Per tutta la notte abbiamo cercato di avvertire le forze armate di Malta ma non rispondono al telefono nè alle mail”, si legge in un post pubblicato sul profilo Twitter della ONG, martedì 28 aprile.

Alarm Phone ha poi specificato di essere riuscita a entrare nuovamente in contatto con i migranti alle 9.20 di mercoledì 29 aprile. “Fortunatamente, sono sopravvissuti alla notte, ma hanno bisogno di essere soccorsi subito!”, ha scritto l’organizzazione in un altro tweet, in cui si specifica che l’imbarcazione si trova ancora nella zona SAR maltese.

L’11 aprile, Malta ha approvato all’unanimità una decisione che impedisce alle navi delle organizzazioni no-profit e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero migranti, rifugiati e richiedenti asilo. In una dichiarazione congiunta, 13 ONG impegnate nei salvataggi in mare hanno dichiarato di essere “scioccate” dall’annuncio di Malta. “È inaccettabile per Malta sfruttare la pandemia di COVID-19 per accantonare i suoi obblighi in materia di diritti umani e mettere in pericolo la vita di uomini, donne e bambini”, si legge nella nota. “Pur riconoscendo le sfide che Malta si ritrova ad affrontare, insistiamo sul fatto che i migranti non debbano essere sacrificati per il benessere della nazione. Le emergenze nazionali dovrebbero essere superate con solidarietà e compassione. Pertanto invitiamo Malta a garantire il salvataggio e lo sbarco delle persone sotto la sua responsabilità”, conclude la nota.

Nel frattempo, Francia, Germania, Italia e Spagna stanno spingendo la Commissione europea a sostenere un “meccanismo di solidarietà per la ricerca e il salvataggio” dei migranti. È quanto si apprende da una lettera inviata all’Europa dai Ministeri dell’Interno dei 4 Paesi e di cui l’agenzia di stampa italiana ANSA ha preso visione domenica 19 aprile. La richiesta cerca di incoraggiare il rilancio di un sistema europeo comune di asilo fallito prima dell’estate. Oltre a chiedere l’elaborazione di un meccanismo solidale, la lettera prevede anche “una lista di clausole per dichiarare la non ammissibilità delle richieste di asilo nelle procedure alle frontiere esterne e un meccanismo vincolante per un’equa ridistribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati secondo criteri specifici”, specifica ANSA.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha riferito che sono 16.724 i migranti e rifugiati entrati in Europa via mare fino a metà aprile 2020. Si tratta di un aumento di circa il 16% rispetto ai primi 4 mesi dell’anno passato, quando l’organizzazione aveva calcolato circa 14.381 ingressi irregolari in Europa lungo le tre principali rotte migratorie che attraversano il Mediterraneo. Circa metà degli arrivi si sono registrati in Grecia, la destinazione più ricorrente del 2020. Le vittime rinvenute, dall’inizio dell’anno fino alla data del 22 aprile, nelle tre rotte del Mediterraneo sono invece 256. L’anno scorso erano state, nello stesso periodo, 425.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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