La Russia condanna la presa del potere da parte di Haftar in Libia

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 12:42 in Libia Russia

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La Russia non approva la dichiarazione del comandante in capo dell’Esercito nazionale libico (LNA), il generale Khalifa Haftar, sul trasferimento di potere nel paese all’Esercito nazionale libico. Lo ha annunciato martedì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov a seguito di una riunione informale del Consiglio dei ministri degli affari esteri del BRICS in videoconferenza.

“Non abbiamo approvato la recente dichiarazione del signor Sarraj, che ha rifiutato di parlare con il generale Haftar, e non approviamo l’affermazione che il generale Haftar decida ora individualmente come vivrà il popolo libico” – ha dichiarato Lavrov. “Né l’uno né l’altro aiutano a trovare un compromesso sostenibile, senza il quale è impossibile uscire da questa situazione” – ha sottolineato il ministro.

Lavrov ha attirato l’attenzione sulla dichiarazione del presidente della Camera dei rappresentanti della Libia, Akila Saleh, che ha chiesto un dialogo nazionale volto a creare autorità universalmente riconosciute nelle quali sia garantita ugualmente la presenza di tre regioni chiave della Libia (Tripolitania, Cirenaica, Fezzan). “Mi sembra che questo sia esattamente ciò che abbiamo detto in tutti gli anni che gli stessi libici devono trovare approcci generalmente accettabili per loro per costruire prima un dialogo e poi per organizzare il loro nuovo stato, e gli attori esterni dovrebbero incoraggiare fortemente proprio tali approcci” – ha sottolineato il capo della diplomazia russa.

Sergej Lavrov ha inoltre ricordato che la carica di rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la Libia è vacante da quasi due mesi. “Credo che sia assolutamente necessario che il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres nomini un nuovo rappresentante speciale in un futuro molto prossimo. Per convinzione comune, questo dovrebbe essere il rappresentante della regione africana, e ci sono tali candidati, li conosciamo bene, sono persone esperte, che godono dell’autorità necessaria”.

Il 27 aprile scorso, l’Esercito nazionale libico ha annunciato che stava prendendo il controllo del paese e poneva termine all’accordo di Shirat. Il generale Haftar ha promesso di lavorare sulla creazione di condizioni per la formazione di istituzioni civili permanenti dello stato secondo la volontà della gente. L’accordo di Shirat, ha detto, ha distrutto il paese, lo ha messo in una posizione pericolosa e “ora è diventato parte di un passato oscuro”. In risposta, il Consiglio presidenziale del governo dell’Accordo Nazionale della Libia ha definito la dichiarazione di Haftar sul rifiuto dell’accordo di Shirat una farsa e un tentativo di rivoluzionare il Paese.

Questo accordo, firmato nel dicembre 2015 nella città marocchina di Shirat, si basa sul piano di pace delle Nazioni Unite. Prevede l’istituzione in Libia di autorità, in particolare il governo di accordo nazionale e il Consiglio presidenziale (svolge le funzioni di capo di stato). Entrambe queste strutture hanno sede a Tripoli e sono guidate dal Primo Ministro Fayez al-Sarraj.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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