Italia: al Viminale la valutazione della prima fase del coronavirus

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 18:07 in Europa Italia

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Il ministro dell’Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, ha presieduto un nuovo vertice del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cnosp), al quale hanno partecipato i vertici di Polizia, Difesa e Agenzie di intelligence. 

È quanto rivelato, mercoledì 29 aprile, dal Ministero di Roma, il quale ha altresì specificato che il Cnosp è stato convocato per valutare la risposta alla prima fase dell’emergenza da coronavirus, con particolare riferimento alle questioni di ordine e sicurezza pubblica. Tra i temi in agenda, ha sottolineato il Viminale, vi è stato il rischio delle infiltrazioni nell’economia e nella società da parte della criminalità organizzata, anche in preparazione della fase due.  

In primo luogo, durante la riunione del Cnosp, i vertici hanno avuto modo di riepilogare l’attività di controllo e vigilanza che quotidianamente è stata effettuata grazie all’impiego di 58.900 agenti di pubblica sicurezza, di cui 1.518 militari dell’Operazione Strade Sicure. In particolare, secondo i dati rivelati dal Ministero dell’Interno, dall’11 marzo al 28 aprile sono stati effettuati in Italia oltre 15 milioni di controlli sul rispetto delle misure restrittive, di cui 11.117.385 sulle persone e 4.338.099 sulle attività commerciali. 

In secondo luogo, i vertici di Polizia, Difesa e Agenzie di intelligence hanno analizzato gli effetti del coronavirus sull’andamento della delittuosità e della criminalità registrata. In particolare, il Ministero ha annunciato che i reati commessi dall’1 al 31 marzo sono stati 68.069, il 66,6% in meno dello stesso periodo dell’anno precedente, quando erano stati 203.723. In aggiunta, risulta in diminuzione il trend dei maltrattamenti in famiglia, il quale è diminuito del 37,8%, e delle rapine in farmacie, in diminuzione del 28,2%. Tuttavia, le autorità hanno registrato un incremento dei reati di usura, i quali sono aumentati del 9,1%. 

L’ultimo dato introduce il terzo tema trattato nel corso del vertice del Cnosp, ovvero il rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata nel circuito produttivo e commerciale. A tale riguardo, sebbene il Governo abbia attivato flussi di finanziamenti pubblici per andare incontro alle necessità che scaturiscono dalla mancanza di liquidità per aziende e famiglie, il Viminale riconosce che lo scenario attuale è in grado di favorire corruzione e legami tra imprenditori, funzionari pubblici e reti della criminalità organizzata. Per tale ragione, il Ministero dell’Interno ha ricordato di avere già avviato specifici interventi, come la direttiva inoltrata lo scorso 10 aprile ai prefetti, ai quali Lamorgese aveva richiesto la massima attenzione sui rischi di infiltrazioni nelle attività economiche legali.  

In tale contesto, Lamorgese ha richiesto alle autorità competenti, anche in vista della fase due, di intensificare l’azione di prevenzione e di monitorare attentamente i segnali di infiltrazione criminale. 

Per quanto riguarda la prevenzione, il ministro dell’Interno ha richiesto di focalizzarsi in modo particolare sulla filiera agroalimentare e sul settore delle infrastrutture sanitarie, insieme all’approvvigionamento dei dispositivi e del materiale medico, all’ambito del turismo, alla ristorazione e ai distributori al dettaglio delle piccole e medie imprese. 

Passando invece al monitoraggio dei cosiddetti “reati spia”, Lamorgese ha richiesto di dare elevata attenzione ad episodi di usura, illecita concorrenza tramite minacce e violenza, truffe, frode, corruzione e illeciti negli appalti. 

Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cnosp) è dal 1981 un organo del Ministero dell’Interno con funzioni di consulenza in materia di ordine e sicurezza pubblica. In particolare, il Comitato esamina ogni questione di carattere generale sulla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e sull’organizzazione e ordinamento delle forze di Polizia. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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