Iraq: possibili passi in avanti nella formazione del governo

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 17:20 in Iraq Medio Oriente

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Il premier designato per la formazione del nuovo esecutivo iracheno, Mustafa al-Kadhimi, ha riferito, mercoledì 29 aprile, di aver completato la composizione della squadra di governo e che il nuovo programma ministeriale è stato inviato al Parlamento.

Il termine stabilito per formare il nuovo esecutivo è il 9 maggio, data entro la quale sarà il Parlamento a dover approvare quanto proposto. Secondo quanto specificato dal neopremier, i nomi dei possibili candidati al futuro governo di Baghdad sono stati stabiliti e, entro il periodo sancito dalla costituzione, si andrà al voto. Il 28 aprile, al-Kadhimi ha nuovamente affermato che si impegnerà per indire elezioni generali in Iraq, basate sul principio di trasparenza e onestà, senza però specificare una eventuale data. Sempre il 28 aprile, il premier ha anche incontrato la commissione elettorale che, secondo quanto dichiarato, rappresenta un tassello rilevante per superare la crisi attuale e la fase di impasse politica.

Dall’altro lato, alcuni esponenti del panorama politico iracheno hanno evidenziato come la squadra proposta non sia pienamente avallata da tutti gli schieramenti politici e vi sono segnali di opposizione soprattutto dai blocchi sciiti. Come specificato dalla coalizione Stato di diritto, i blocchi di opposizione ostacolano in particolare la presenza di alcuni ministri del vecchio esecutivo nella nuova squadra, tra cui il ministro della Finanze. A detta di un deputato della coalizione Sairoon, Badr al-Ziyadi, sarà difficile raggiungere un ampio consenso in sede parlamentare, e, di conseguenza, dare vita al nuovo esecutivo, a meno che al-Kadhimi non scelga ministri “indipendenti” e accettati da tutti.

Al-Kadhimi, che al momento riveste ancora la carica di capo dell’intelligence, è il terzo ad impegnarsi nella formazione di un esecutivo che possa portare l’Iraq fuori dalla situazione di stallo politico in cui versa attualmente. In particolare, è dal 30 novembre 2019 che Baghdad si ritrova ad assistere ad un vuoto politico, a seguito delle dimissioni del premier allora in carica, Adel- Abdul Mahdi, ritiratosi dalla scena politica irachena sotto la spinta dalla forte mobilitazione popolare, che ha avuto inizio il primo ottobre. Successivamente, l’incarico è stato conferito a Mohammed Tawfiq Alawi, dimessosi il primo marzo scorso, per poi passare ad Adnan al-Zurufi e, infine ad al-Kadhimi.

Secondo alcuni analisti, una volta che l’emergenza coronavirus verrà archiviata, al-Kadhimi dovrà dimostrarsi capace di rispondere alle aspettative della popolazione irachena e di risollevare il prestigio del Paese. Nel breve termine, invece, accanto ai pericoli legati alla pandemia, l’Iraq si trova ad affrontare difficoltà anche a livello economico. Il quadro economico prospettato da funzionari e analisti iracheni non è dei migliori. In particolare, si prevede che il deficit nel prossimo bilancio aumenterà oltre i 45 miliardi di dollari, anche a causa del calo dei prezzi del petrolio, la principale entrata dell’economia irachena.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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