Egitto: esteso lo stato di emergenza per altri 3 mesi

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 9:41 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, ha deciso di prolungare lo stato di emergenza nazionale di altri tre mesi, affermando che le condizioni di salute e sicurezza nel Paese nordafricano sono ancora “pericolose”. “Data la grave situazione sanitaria e i pericoli alla sicurezza lo stato di emergenza viene imposto in tutta la nazione per tre mesi, a partire da martedì 28 aprile”, ha annunciato un decreto presidenziale, emesso martedì 28 aprile. L’Egitto è in uno stato di emergenza continuo dal 10 aprile 2017, quando una serie di bombardamenti contro alcune chiese situate nei governatorati del Cairo e di Alessandria hanno provocato la morte di circa 47 persone. Sebbene la costituzione egiziana preveda che lo stato di emergenza venga promulgato per soli sei mesi consecutivi, negli ultimi anni il presidente egiziano si è spesso affrettato a rinnovarlo ancor prima della scadenza stabilita.

Nel frattempo, sempre nella giornata di martedì, il Ministero della Sanità egiziano ha registrato il numero più alto di morti e di nuovi casi di coronavirus dall’inizio dell’epidemia, annunciando, rispettivamente, 22 nuove vittime e 260 nuove infezioni. Tali dati hanno portato il bilancio complessivo dei pazienti infetti a circa 5.042 persone e quello dei decessi a 359.

La scorsa settimana, il governo ha annunciato che le ore del coprifuoco notturno saranno ridotte durante il mese sacro musulmano del Ramadan e il blocco durerà dalle 9 di sera, invece che dalle 8, fino alle 6 del mattino. Secondo un rapporto pubblicato dalle autorità sanitarie e di sicurezza del Paese, l’Egitto non dovrebbe raggiungere il suo picco prima della terza settimana di maggio, che coinciderà con la fine del Ramadan. Pertanto, il governo ha concordato di continuare con la chiusura dei parchi e delle spiagge per tutto il mese sacro, iniziato il 23 aprile, e di rinnovare le misure di distanziamento e restrizione dei movimenti imposte a fine marzo. Il presidente al-Sisi ha dichiarato che le perdite derivanti da una totale chiusura economica potrebbero essere peggiori di quelle risultanti dal COVID-19 e si sta apprestando a consentire un graduale ritorno alla normalità.

Intanto, il primo ministro egiziano Mostafa Madbouli ha fatto un giro di ispezione in una serie di siti che ospitano progetti di sviluppo al Cairo, suggerendo che l’Egitto deve “adattarsi” al vivere con il coronavirus, come parte delle misure precauzionali.Nelle sue visite, Madbouli è stato accompagnato da ministri del Turismo e dello Sviluppo locale e dal governatore del Cairo.I funzionari hanno visitato i cantieri per la realizzazione dei piani di espansione urbana e hanno ispezionato gli edifici che sono stati illegalmente costruiti durante il coprifuoco per affrontare il coronavirus.Parlando a margine del tour, Madbouli ha affermato che lo sviluppo economico deve continuare, aggiungendo che un Paese come l’Egitto ha bisogno di operare adottando misure precauzionali per adattarsi all’emergente coronavirus.Ha sottolineato che le autorità non consentiranno più la costruzione casuale di alloggi improvvisati, soprattutto in città molto popolate come Il Cairo, Giza e Alessandria.Madbouli ha visitato e ispezionato anche il progetto di sviluppo in Piazza Tahrir, nonché i progetti del lago sotterraneo di Ain el-Sira e delle aree circostanti nel Vecchio Cairo, esortando gli addetti ad aumentare i lavori e a completare rapidamente i piani rispettando le misure preventive imposte dal governo contro il coronavirus.

Il Paese nordafricano, che ospita 100 milioni di persone, ha adottato misure rigorose per contenere la diffusione del virus, tra cui la chiusura di scuole, università, moschee e chiese oltre alla sospensione dei voli. L’Egitto ha altresì preso alcuni provvedimenti per ridurre l’impatto del coronavirus sull’economia. Tra questi, ha deciso di ridurre il tasso d’interesse del 3%, di consentire i trasferimenti di denaro ai lavoratori informali, di promuovere i pagamenti salariali, per i dipendenti regolari licenziati, tramite un fondo di emergenza, e di procedere con un’iniezione di 20 miliardi di sterline egiziane (1,27 miliardi di dollari) per sostenere il mercato azionario.

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Chiara Gentili

di Redazione

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