Il coronavirus in Bahrein: 11 miliardi per il settore privato

Pubblicato il 29 aprile 2020 alle 16:46 in Bahrein Medio Oriente

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Anche il Bahrein continua a registrare un aumento dei casi positivi al Covid-19, sebbene cresca parallelamente la percentuale di pazienti guariti. Sono diverse le disposizioni e le iniziative intraprese.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute bahreinita il 29 aprile, i nuovi casi positivi al Covid-19 ammontano a 58. Di questi, 50 sono lavoratori migranti, 7 sono hanno contratto il virus dopo essere stati a contatto con pazienti infetti, mentre uno è un cittadino ritornato dall’estero nel quadro dei piani di rimpatrio intrapresi dal Bahrein e dagli altri Paesi. Parallelamente, ammonta a 60 il numero di pazienti guariti nelle ultime 24 ore, e, aggiungendosi agli altri dei giorni precedenti, si arriva a quota 1370. In totale i contagi nel Paese sono stati pari a 2.811, mentre i decessi da Covid-19 ammontano a 8.

Dal 9 aprile, Manama ha decretato la riattivazione di alcune attività commerciali ed industriali, seppur in un quadro di misure preventive, tra cui il distanziamento, la facilitazione dello smart-working, le operazioni di sanificazione degli ambienti e la riduzione del numero del personale. Centri sportivi, cinema, bar e ristoranti continuano, invece, ad essere chiusi al pubblico, ma sono forniti servizi di consegna a domicilio. Il 28 aprile, i Ministri di Industria, Commercio e Turismo hanno specificato che le disposizioni attuate rimarranno in vigore fino al 7 maggio.

In tale quadro, il governo di Manama ha deciso di ampliare un pacchetto di incentivi economici per coprire un maggior numero di categorie di lavoratori colpiti dalla diffusione della pandemia. In particolare, verrà erogata una somma massima mensile di 300 dinari 950 conducenti di taxi e autobus per tre mesi. Lo stesso importo verrà altresì retribuito 829 istruttori di guida, mentre 422 dipendenti delle scuole materne e altri 102 in asili nido non coperti da assicurazione riceveranno uno stipendio completo. Tali misure sono da inserire in un pacchetto dal valore di 11 miliardi di dollari a sostegno del settore privato.

Nel corso della prima fase della diffusione del virus, la maggior parte dei contagi in Bahrein era collegata a cittadini e pellegrini di ritorno dall’Iran, Paese considerato focolaio della pandemia in Medio Oriente. Ciò ha spinto il Regno a consentire alla propria compagnia nazionale, la Gulf Air, a riattivare i voli tra i due Paesi per riportare a casa i propri connazionali. Dal 13 aprile, sono più di 1000 i bahreiniti che sono riusciti a rientrare. Tuttavia, Bahrein e Iran non intrattengono legami diplomatici, ed i voli diretti tra i due Paesi erano stati interrotti nel 2016. In tale anno Manama aveva accusato Teheran di aver alimentato disordini contro i sovrani sunniti bahreiniti, mobilitando la maggioranza sciita considerata duramente repressa. Accuse che, tuttavia, l’Iran ha sempre negato. In tale quadro, il ministro degli Interni bahreinita, Sheikh Rashid bin Abdullah al-Khalifa, ha accusato Teheran di “aggressione biologica”, ritenuta un crimine ai sensi del Diritto Internazionale, per aver nascosto lo scoppio dell’epidemia e non aver timbrato i passaporti dei viaggiatori del Regno.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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