Spagna: sanzioni per le moschee che tengono preghiere non autorizzate

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 6:34 in Europa Spagna

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La polizia nazionale spagnola sanzionerà tutte le moschee che tengono preghiere durante il Ramadan e “non sono riconosciute dalla Commissione islamica”. Questa misura è entrata in vigore il 22 aprile scorso e rimarrà attiva fino al 23 maggio, secondo quanto riferito al quotidiano madrileno El Mundo da fonti di polizia, ed è adattata all’ordine interno del Ministero degli Interni del 15 marzo, che regola tutte le azioni di polizia per lo stato di allerta vigente nel Paese.

Molte moschee sono state chiuse per settimane, ma nei casi in cui non è così, il quartier generale della polizia superiore di Madrid ha fatto circolare un ordine di servizio tra i suoi ufficiali per controllare le preghiere in tutte le moschee di Madrid, preghiere per strada, e la vendita di prodotti alimentari nei negozi halal durante il mese santo dei musulmani.

Gli agenti di polizia dovrebbero verificare che tutte le misure di sicurezza vengano seguite per prevenire la diffusione del coronavirus, ma con un’importante differenza tra due tipi di luoghi di culto. La polizia ha fornito ai suoi membri un elenco delle moschee ufficiali e non ufficiali del Paese.

Le moschee ufficiali, riconosciute dalla Commissione islamica, non saranno multate in quella prima occasione se non rispettano la distanza interpersonale, la capacità o altre misure raccomandate dagli esperti di salute. Invece, agli ufficiali viene chiesto di informare l’imam della moschea di tutte le irregolarità che hanno rilevato e li avviseranno che non dovranno ripetersi. Solo in caso di inadempienza si procederà alla multa. Una misura che ha causato numerose polemiche, a causa di quello che molti considerano lassismo nei confronti dell’islam, mentre vige un divieto totale di culto per le chiese cattoliche.

L’altro tipo di moschee sono quelle che non sono riconosciute dalla Commissione islamica, ne esistono decine in tutta la Spagna: in garage, locali commerciali, appartamenti e altri locali. In questi ultimi posti la raccomandazione che il comando generale fa ai suoi agenti è che “valuti la possibilità di concludere la preghiera evitando il disordine pubblico”, ma poi devono identificare l’imam e tutti i presenti e sollevare una proposta di sanzione per non conformità al regio decreto sullo stato di allerta.

Un’altra misura che è stata adottata per questa festa religiosa è il monitoraggio delle preghiere per strada. I musulmani hanno cinque preghiere al giorno e ci sono momenti in cui un gruppo di loro è in mezzo alla strada quando è il momento di pregare. Le preghiere stabilite sono alle 6:00, alle 14:00, alle 18:00, alle 21:00 e alle 22:00 alle 23:00, secondo l’ordine interno. In caso di situazioni come queste, la polizia deve anche monitorare il rispetto delle misure di sicurezza, identificare coloro che pregano per strada e sanzionarli. 

L’ultimo caso contemplato dall’ordine interno della polizia è quello dei negozi halal, che vendono alimenti macellati secondo la norma islamica. La differenza in questi casi è nulla rispetto ai controlli stabiliti nel resto dei negozi: che non ci siano folle all’interno, che la distanza di sicurezza sia rispettata all’ingresso del negozio e nella fila per pagare, che siano rispettati tutte le misure igieniche.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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