Repubblica Ceca: l’allerta sulla crescente interferenza della Russia

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 12:38 in Repubblica Ceca Russia

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In Repubblica Ceca, un gruppo di esperti in materia di sicurezza ha lanciato un’allerta sull’aumento dei tentativi di interferenza negli affari interni da parte della Russia.  

È quanto rivelato, martedì 28 aprile, dall’emittente radiofonica ceca, Radio Prague, la quale ha ripreso un report pubblicato da fonti locali investigative. Nello specifico, secondo quanto diffuso, ad aver lanciato l’allerta sono stati l’ex presidente del Comitato militare della NATO, il generale Petr Pavel, e l’ex ambasciatore ceco in Russia, Petr Kolar. 

Secondo gli esperti, il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca dovrebbe adottare una posizione più rigida nei confronti di Mosca, anche alla luce di quanto trapelato sulla decisione di mettere sotto scorta il sindaco di Praga, Zdenek Hribin seguito all’emersione di minacce dirette contro la sua persona.   

In particolare, Hrib stesso aveva confermato, lunedì 27 aprile, di essere stato inserito già da più di due settimane in un programma di protezione personale da parte della polizia della Repubblica Ceca, dopo che le autorità di Praga avevano rilevato una minaccia contro la sua persona. Tuttavia, il sindaco non aveva specificato il tipo di minaccia, né aveva confermato la sua origine, rivelando di non poter fornire dettagli.  

Tuttavia, fonti locali investigative già la settimana precedente avevano diffuso la notizia in merito all’inserimento di Hrib nel programma di protezione personale da parte della polizia, dopo che il sindaco di Praga aveva sporto denuncia, temendo di essere stato pedinato nei pressi della propria dimora. In aggiunta, le stesse fonti, sostenendo di essere state messe al corrente della situazione da un informatore anonimo dei servizi segreti cechi, avevano rivelato che era giunta a Praga una persona in possesso di documenti diplomatici russi tre settimane prima, con una valigia contenente una sostanza velenosa, con l’obiettivo di assassinare Hrib e un altro politico ceco, Ondrej Kolar, vertice del sesto municipio della capitale ceca, entrambi al centro delle tensioni con la Russia. Tale notizia, rivela Radio Prague, è stata smentita dall’Ambasciata russa in Repubblica Ceca, la quale ha accusato il settimanale locale di disseminare false notizie. Anche Dmitry Peskov, un portavoce del presidente della Russia, Vladimir Putin, ha dichiarato di ritenere una fake news quanto pubblicato dai media investigativi cechi, aggiungendo di non essere al corrente di niente di quanto diffuso.   

Da parte sua, il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca ha riconosciuto che le relazioni con la Russia stanno attraversando un momento difficile, ma ciò deriva dalla crescente assertività di Mosca nei confronti di Praga e dell’intera comunità internazionale. 

Le relazioni bilaterali tra la Russia e la Repubblica Ceca sono caratterizzate da un clima di tensione crescente da quando, lo scorso 3 aprile, Praga aveva rimosso dal suo sesto municipio, diretto da Kolar, la statua del generale Ivan Konev, eretta nella capitale ceca nel 1980 per omaggiare il ruolo del generale nella guida dell’esercito sovietico nella liberazione di Praga dai nazisti nel 1945. Tuttavia, la statua era diventata nel tempo bersaglio di atti vandalici, causati dallo scontento popolare provocato dalle rivelazioni sul coinvolgimento di Konev nella successiva soppressione della rivoluzione ungherese nel 1956 e i dubbi sul ruolo svolto dal generale sovietico nella pianificazione dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle Forze del Patto di Varsavia nel 1968. In tale contesto, il municipio aveva disposto la rimozione della statua di Konev, il suo trasferimento presso un museo della Memoria in costruzione e la sostituzione con un monumento dedicato alla liberazione di Praga.   

L’approvazione della rimozione della statua di Konev aveva attirato numerose critiche e causato violente proteste nel distretto. Anche Mosca aveva indirizzato le proprie accuse contro Praga, accusata, come altri Stati dell’Europa centrale e orientale, di voler “riscrivere la storia”. In tale contesto, la famiglia di Kolar, la quale vive sotto scorta in seguito alle minacce di morte ricevute, sostiene che sia stata l’Ambasciata russa a coordinare nel corso dell’anno le proteste degli estremisti cechi di destra e di sinistra. Da parte sua, la rappresentanza diplomatica della Russia non ha commentato tale vicenda.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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