Nigeria, coronavirus: il governo annuncia un graduale alleggerimento delle restrizioni

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 18:26 in Africa Nigeria

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La Nigeria ha annunciato il suo piano nazionale di alleggerimento delle restrizioni imposte negli stati regionali di Lagos e Ogun e nel Territorio Federale della capitale, per agevolare una ripresa graduale delle attività nel mezzo della pandemia di coronavirus. In un discorso televisivo, trasmesso lunedì 27 aprile, il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha dichiarato di aver “approvato un leggero allentamento delle misure di blocco negli Stati di FCT, Lagos e Ogun, che entrerà in vigore a partire da lunedì 4 maggio”. FCT è l’acronimo di Federal Capital Territory, il Territorio Federale che comprende la capitale, Abuja.

Buhariha affermato che “i governi federali e quello centrale stanno lavorando insieme e in modo collaborativo su come bilanciare la necessità di proteggere la salute preservando allo stesso tempo i mezzi di sussistenza e tenendo conto delle circostanze del momento”. Il presidente ha poi annunciato anche nuove misure, tra cui un coprifuoco notturno, dalle 20:00 alle 06:00, l’uso obbligatorio di mascherine e il divieto di viaggi “non essenziali” tra le varie regioni. Ha anche annunciato un blocco immediato della durata di due settimane a Kano, lo Stato più popoloso del Paese, dopo che i funzionari hanno dichiarato di aver indagato su una serie di “morti misteriose”. Il governo dello Stato settentrionale ha riferito che le indagini preliminari hanno rivelato che i decessi sono stati causati da complicanze dovute a ipertensione, diabete, meningite e malaria acuta.

La Nigeria, il Paese più popoloso dell’Africa con circa 200 milioni di persone, ha registrato 1.273 casi di coronavirus e 40 morti. Le misure restrittive volte a mitigare la diffusione del coronavirus sono state introdotte per la prima volta il 30 marzo, quando è stato annunciato un blocco totale della capitale commerciale, Lagos, della vicina Ogun e di Abuja. La decisione ha messo a dura prova le attività economiche, infliggendo pesanti sofferenze finanziarie a milioni di lavoratori informali che fanno affidamento sulla retribuzione giornaliera per sopravvivere. Il presidente ha riconosciuto che questa è una delle ragioni che ha portato le autorità a decidere di allentare le restrizioni. “Molti dei nostri cittadini hanno perso i loro mezzi di sostentamento. Molte aziende hanno chiuso”, ha sottolineato Buhari, aggiungendo: “Nessun Paese può permettersi le conseguenze di un blocco prolungato in attesa dello sviluppo di appositi vaccini.

Ciò che spaventa di più, in Africa, è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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