Iraq: attentato suicida nel “triangolo della morte”

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 14:32 in Iraq Medio Oriente

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Due attentatori suicidi si sono fatti esplodere di fronte all’ingresso della direzione dei servizi segreti nazionali e antiterrorismo nella città di Kirkuk, in Iraq, martedì 28 aprile. Secondo quanto riferito dal Media Security Cell, l’attentato ha causato 2 feriti.

In particolare, stando alle informazioni riferite dall’emittente curda Rudaw, sulla base di quanto dichiarato da fonti di sicurezza locali, sono 3 gli attentatori che hanno cercato di far esplodere l’edificio, situato nel quartiere di Qasidya, nel centro della città settentrionale irachena. Nello specifico, solo due si sono fatti esplodere una volta entrati, mentre il terzo è riuscito a fuggire. A detta di un corrispondente di Rudaw, oltre ai feriti, vi sono stati altresì 4 morti. Nelle ore successive all’attentato, la città e l’area circostante all’ufficio dell’intelligence sono state interessate da un ampio dispiegamento delle forze dell’ordine e le vie d’accesso sono state bloccate.

Si tratta del quarto attacco in un mese perpetrato nella città di Kirkuk, tre dei quali sono stati condotti dall’ISIS. Fino ad ora, lo Stato Islamico non ha rivendicato l’episodio del 28 aprile, ma, come riferito da Rudaw, l’attività dell’organizzazione terroristica ha visto un notevole incremento nelle ultime settimane, in particolare contro le forze di sicurezza irachene ed i Peshmerga curdi situati nelle aree contese, tra cui Kirkuk, Salah al-Din e Diyala, una zona che in Iraq è stata soprannominata il “triangolo della morte”.

Parallelamente, nella sera del 27 aprile, le forze irachene hanno condotto un’operazione militare su vasta scala in tale regione, come riferito dal Media Security Cell del Ministero della Difesa, il cui scopo è stato mettere in sicurezza l’area e contrastare la minaccia del terrorismo. L’operazione ha interessato, in particolare, Matabija, nel Sud di Salah al-Din, considerata un’area particolarmente fertile per le attività terroristiche, vista la conformazione del territorio e la facilità nel nascondersi. Per tale motivo, si pensa che vi siano diverse cellule terroristiche ancora attive e che rappresentano un pericolo per i villaggi e le aree residenziali circostanti. L’operazione del 27 aprile ha consentito alle forze irachene di distruggere tre rifugi dell’organizzazione terroristica, due tunnel e un’imbarcazione carica di esplosivi. Inoltre, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa iracheno, una simile operazione è stata condotta anche ad Anbar, mentre il comando operativo di Samarra è stato in grado di catturare un leader dell’ISIS nel Sud di Salah al-Din, nel corso di un’imboscata.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad.

Gli attacchi continuano ad interessare diverse aree irachene, tra cui Ninive, Kirkuk, Diyala, Salah al-Din e Anbar. Quest’ultima rappresenta una delle maggiori province irachene, nonché un terreno fertile per i gruppi terroristici, a causa della propria conformazione geografica ed una morfologia caratterizzata da vaste aree desertiche. Si stima che lo Stato Islamico includa tra 14.000 e 18.000 membri in Siria e Iraq, cui si aggiungono altri 3.000 combattenti stranieri. Tuttavia, tali cifre variano di continuo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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