Gli USA ammettono l’uccisione involontaria di civili in Somalia

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 13:24 in Somalia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno ammesso che, durante un attacco aereo condotto contro al-Shabaab in Somalia dal comando americano in Africa (AFRICOM), 2 civili sono stati uccisi e 3 sono rimasti feriti. Le vittime sono state citate pubblicamente in un rapporto di valutazione trimestrale redatto da AFRICOM sulle accuse di uccisioni civili commesse durante le operazioni contro i militanti armati di Somalia, Libia e altri Paesi africani. “Purtroppo 2 civili sono stati uccisi e altri 3 sono stati feriti in un attacco aereo del febbraio 2019. Siamo profondamente dispiaciuti per ciò che è accaduto”, ha dichiarato il comandante dell’AFRICOM, il generale dell’esercito americano Stephen Townsend, nel rapporto.

L’attacco era stato effettuato lanno scorso nelle vicinanze di Kunyo Barrow, nella regione somala del Basso Shabelle. Nel rapporto si specifica che lobiettivo delloffensiva, ovvero eliminare 2 membri del gruppo terroristico di al-Shabaab, era stato portato a termine. Le morti civili, si dice, sono avvenute in seguito allesplosione di alcune munizioni dellesercito americano o dei terroristi durante il raid aereo.

Si tratta del secondo incidente noto in cui AFRICOM ammette luccisione collaterale di civili in Somalia. Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani lo accusano, tuttavia, di aver nascosto a lungo le sue operazioni, mantenendole per lo più segrete. La prima ammissione di responsabilità da parte di AFRICOM risale ad aprile 2018, quando un attacco aereo a El Buur, nella regione di Galgaduud, nella Somalia centrale, ha provocato involontariamente luccisione di 2 civili.

Le controversie sulle vittime civili sono molto comuni in Somalia, dove le dinamiche delle operazioni sono spesso piuttosto oscure. L’AFRICOM riporta sempre gli attacchi, ma in genere nessun dettaglio viene fornito sulla posizione e sul bilancio delle vittime. Tuttavia, Amnesty International ha accolto positivamente la decisione del comando africano di pubblicare relazioni trimestrali di valutazione in merito alle accuse di vittime civili, definendola un gradito passo verso la trasparenza. Il vicedirettore regionale per l’Africa orientale di Amnesty International, Seif Magango, ha poi aggiunto che gli Stati Uniti devono dare seguito alle loro responsabilità provvedendo a fornire giuste riparazioni per le vittime e le loro famiglie”.

Gli Stati Uniti effettuano attacchi aerei antiterrorismo in Somalia da più di 10 anni, ma la frequenza dei raid è aumentata considerevolmente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. L’AFRICOM ha condotto 63 attacchi l’anno scorso, rispetto al precedente record di 47, registrato nel 2018. Quest’anno, gli USA sono in procinto di stabilire un nuovo risultato, avendo già compiuto 32 raid dall’inizio del 2020 ad oggi.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

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Chiara Gentili

di Redazione

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