Francia: attacco a Parigi, si segue la pista del terrorismo

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 17:55 in Europa Francia

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Un cittadino francese di 29 anni ha fatto irruzione con la sua auto contro un posto di blocco della polizia nel quartiere di Colombes, a Parigi, ferendo agenti.  

È quanto rivelato dall’ufficio antiterrorismo della procura francese, il quale ha rilasciato un comunicato ufficiale, martedì 28 aprile, in cui ha specificato che l’incidente si è verificato il giorno precedente. 

In seguito a quanto accaduto, l’uomo è stato arrestato e, nel corso della perquisizione effettuata dalle autorità all’interno della sua auto, sono stati trovati un coltello e una lettera in cui il cittadino francese prestava giuramento all’ISIS e sosteneva di voler imporre la legge islamica, la Sharia, nel mondo. 

In tale contesto, le autorità hanno predisposto una perizia psicologica del cittadino arrestato, la cui identità non è stata rivelata. Tuttavia, dopo che la perizia ha dato esito negativo a forme di instabilità mentale, il caso è passato alle unità investigative antiterrorismo. 

Secondo quanto rivelato, l’uomo potrà essere accusato di terrorismo e tentato omicidio di agenti, avendo un legame con una organizzazione terroristica. 

Lo scorso 7 ottobre, il quotidiano francese France 24 aveva sottolineato che la Francia risulta particolarmente impegnata nel contrasto allo Stato Islamico dopo essere stata teatro di numerosi attacchi negli ultimi anni. A tale riguardo, il quotidiano The Independent aveva ricostruito che negli ultimi 4 anni sono state almeno 230 le morti causate dal terrorismo islamico in Francia. 

Più nel dettaglio, il Country Report on Terrorism  del 2018 del Dipartimento di Stato americano aggiunge che la minaccia terroristica jihadista nel Paese rimane significativa, come dimostrato dai due attentati di piccola scala di cui il Paese è stato teatro nel 2018. Secondo le stime del Soufan Group, inoltre, citate da Oldrich Bures in Terrorism and Political Violence, al maggio 2015 circa 1.700 cittadini francesi risultavano essersi uniti allo Stato Islamico in Siria e in Iraq. 

Per quanto concerne la lotta all’estremismo violento, la Francia è un membro fondatore del Global Counterterrorism Forum ed è stata molto attiva nell’ambito della Coalizione Internazionale che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq. Parigi risulta inoltre attiva in operazioni antiterrorismo in Libia, Mali, nella regione del Sahel e nella regione del Lago Ciad. 

Internamente, ad occuparsi  del monitoraggio dei sospetti terroristi è il Direttorato di intelligence della prefettura francese, ovvero la Direction du Renseignement de la préfecture de police de Paris (DR-PP), fondata il 27 giugno 2008. La DR-PP svolge, principalmente quattro funzioni. In primo luogo, previene il terrorismo. Il direttorato si occupa altresì di contribuire all’ordine pubblico, di contrastare l’immigrazione clandestina e di raccogliere informazioni operative. 

Il focus principale delle sue azioni, in ogni caso, rimane “il contrasto agli estremismi potenzialmente violenti e al terrorismo, in particolare la radicalizzazione islamica”. In tale ambito, le indagini del direttorato “sono principalmente finalizzate a sventare la pianificazione di attentati e a smantellare le reti di instradamento dei giovani verso le aree di conflitto”. A rientrare nei controlli del DR-PP, anche “gli aspetti logistici e finanziari” di gruppi o individui a supporto del terrorismo, oltre che “il proselitismo a favore del jihad portato avanti da alcuni soggetti”. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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