Coronavirus: Cuba invia squadra di medici in Sudafrica

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 17:54 in Cuba Sudafrica

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Cuba ha inviato 216 operatori sanitari in Sudafrica per aiutare il Paese nella lotta al coronavirus. Si tratta dellultima delle oltre 20 brigate mediche inviate in tutto il mondo per combattere la pandemia, una mossa che alcuni hanno definito di solidarietà socialistae altri di diplomazia medica. In totale, sono circa 1.200 gli operatori sanitari cubani mandati in aiuto di diversi Paesi vulnerabili dell’Africa e dei Caraibi, ma, tra gli Stati cui è stato offerto supporto medico, figurano anche Paesi europei, come l’Italia.

L’amministrazione del presidente americano Donald Trump ha esortato le nazioni a non accettare le missioni mediche inviate da Cuba con la motivazione che i suoi lavoratori sarebbero sfruttati, cosa che l’Avana nega categoricamente. Gli appelli di Trump, tuttavia, sono rimasti per lo più inascoltati e molti sistemi sanitari hanno accolto con favore l’aiuto di Cuba.

Il Paese dellAmerica centrale possiede uno dei più alti numeri di medici pro capite al mondo ed è rinomato per la sua attenzione alla prevenzione, all’assistenza sanitaria di base e alla preparazione nella lotta contro le epidemie. “Il vantaggio di Cuba è che rappresenta un modello di salute rivolto a tutta la comunità, un modello che vorremmo replicare”, ha dichiarato il ministro della Sanità del Sudafrica, Zweli Mkhize. Fino ad oggi, il Paese africano ha registrato circa 4.793 casi, inclusi 90 decessi, e sono almeno 165.000 le persone sottoposte al test per il virus.

Anche il Sudafrica ha inviato forniture mediche a Cuba per aiutare lAvana nella lotta contro il coronavirus, ha sottolineato l’ambasciata cubana su Twitter. “Questi sono tempi di solidarietà e cooperazione. Se agiamo insieme, possiamo arrestare la diffusione del coronavirus in modo più rapido ed economico”, ha dichiarato in una nota l’ambasciatore di Cuba in Sudafrica, Rodolfo Benítez Verson.

Il Sudafrica ha una relazione speciale con Cuba, che ha sostenuto la lotta contro l’apartheid, in un conflitto che ha visto diverse truppe cubane combattere e morire nell’Angola meridionale. Quando Nelson Mandela fu liberato e uscì di prigione, nel 1990, ringraziò ripetutamente il leader cubano Fidel Castro.

Nel corso degli anni, Cuba ha inviato i suoi “eserciti in abiti bianchi” su diversi siti di disastri e in vari focolai di malattie sparsi nel mondo, soprattutto nei Paesi più poveri. I suoi medici erano in prima linea nella lotta contro il colera ad Haiti e contro l’ebola nell’Africa occidentale. Secondo il Ministero degli Esteri, Cuba ha oltre 37.000 operatori sanitari in 67 Paesi in tutto il mondo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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