Colombia: guerriglia annuncia fine del cessate il fuoco

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 8:14 in America Latina Colombia

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L’Esercito nazionale di liberazione (ELN), ultima guerriglia attiva in Colombia ha annunciato in una dichiarazione rilasciata lunedì che non prolungherà il cessate il fuoco che ha dichiarato durante il mese di aprile nel paese sudamericano a causa della pandemia di coronavirus.

I guerriglieri si sono giustificati accusando il governo colombiano di un “atteggiamento bellicoso , sordo agli appelli per un cessate il fuoco globale di Papa Francesco e del Segretario Generale delle Nazioni Unite, e cieco alla tragedia umanitaria che il popolo colombiano sta soffrendo”.

“L’Esercito di liberazione nazionale riferisce che il cessate il fuoco unilaterale attivo fatto come un gesto verso il paese, termina il 30 aprile alle ore 24”  – spiega la dichiarazione del comando centrale (Coce).

“Le strutture ELN riprenderanno le loro operazioni militari dalla data e dall’ora indicate” – ha avvertito la guerriglia.

L’ELN ha anche chiesto il ritorno in patria dei suoi negoziatori di pace che si trovano a Cuba, “con tutte le garanzie e le condizioni di sicurezza concordate con lo Stato colombiano”.

Dato l’avanzamento della pandemia nel paese, che ha fatto registrare quasi 5.400 casi di positività, tra cui 244 morti, dal 6 marzo scorso, l’ELN ha annunciato la sospensione dei suoi atti di guerra tra il 1° e il 30 aprile e ha proposto al governo di Iván Duque di negoziare una cessazione bilaterale delle ostilità durante il periodo in questione.  Tuttavia, nel corso dell’ultimo mese il governo di Bogotà non ha reso pubblico alcun contatto con il comando della guerriglia.

In una dichiarazione, il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Colombia, Carlos Ruiz Massieu, ha sottolineato l’importanza della tregua e ha incoraggiato l’ELN a “estendere il suo cessate il fuoco”.

“In questo periodo non ci sono state operazioni militari offensive da parte della forza pubblica contro l’ELN. Ciò si è tradotto in una riduzione dei livelli di violenza e quindi in un sollievo delle condizioni di molte popolazioni colpite dal conflitto armato” – ha aggiunto Ruiz Massieu nella sua nota. 

Duque ha interrotto più di un anno fa i colloqui di pace che la guerriglia aveva avviato con il suo predecessore, il premio Nobel per la pace Juan Manuel Santos, a seguito di un attacco con un’autobomba contro un’accademia di polizia che ha causato la morte di 22 cadetti.

Il presidente colombiano ha condizionato il suo ritorno al tavolo dei negoziati al rilascio di tutte le persone sequestrate e alla sospensione di tutte le attività criminali da parte dell’ELN, che il comando ribelle ha sempre rifiutato di considerare, in quanto “imposizioni unilaterali”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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