Abu Dhabi investe nell’energia solare

Pubblicato il 28 aprile 2020 alle 16:10 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) si preparano a costruire una fattoria solare considerata uno dei maggiori progetti al mondo nel campo dell’energia solare.

In particolare, l’impianto, costruito nella regione di al-Dhafra, avrà dimensioni pari a più di 4.200 campi da calcio e sarà in grado di produrre 2 gigawatt di energia solare da vendere a prezzi non molto elevati e competitivi. Il valore complessivo del progetto ammonta a circa 200 miliardi di dollari e si prevede che l’impianto fornirà elettricità a 110.000 famiglie. Sino ad ora, sono diversi gli investitori che si sono proposti per finanziarlo, mentre sono 5 le offerte tecniche e commerciali valutate che comprendono il finanziamento, la costruzione, la gestione e la manutenzione del progetto.

Tuttavia, è del 28 aprile la notizia con cui la Emirates Water and Electricity Company (EWEC) ha annunciato di aver ricevuto una delle migliori offerte da parte di un offerente, al momento anonimo, il quale ha proposto la tariffa di 1,35 centesimi di dollari per chilowattora. Sebbene non sarà questa la cifra che verrà richiesta agli utenti in futuro, il numero è un segnale dei bassi costi dell’energia che produrrà l’impianto. Si prevede che la fine dei lavori avverrà nel 2022.

Il progetto solare fotovoltaico al-Dhafra raddoppierà la produzione di energia solare di Abu Dhabi, portandola a circa 3,2 gigawatt. Al-Dhafra si aggiunge a un altro progetto solare dell’emirato, definito anch’esso gigantesco, ovvero l’impianto solare Noor da 1,2 gigawatt, avviato nel 2019. Tale impegno nel solare è da inserirsi nella strategia perseguita dagli UAE, ovvero la Energy Strategy 2050, una strategia in campo energetico che mira a fornire alla popolazione emiratina energia pulita, a basso costo e sicura, preservando, al contempo, l’ambiente. Diversificare l’economia e renderla sempre più indipendente dal petrolio è poi al centro della Vision 2030.

Tale impegno svolge un ruolo rilevante in un Paese, gli UAE, segnato anch’esso dal calo dei prezzi del petrolio, a seguito della diffusione della pandemia di coronavirus. Secondo una società di consulenza con sede nel Regno Unito, la Capital Economics, Dubai è la più vulnerabile delle economie del Medio Oriente e del Nord Africa, a causa del danno economico derivante dalle misure intraprese per contenere la diffusione di Covid-19. A detta del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’economia emiratina potrebbe subire una contrazione del 3,5% nel 2020, e, entro il 2034, al pari dell’Arabia Saudita, potrebbe divenire un debitore verso il resto del mondo.

Tuttavia, secondo alcuni analisti, le riserve patrimoniali potrebbero essere funzionali per alleggerire il colpo. Inoltre, nel mese di marzo 2020, è stato annunciato un piano straordinario da 27 miliardi di dollari, volto a sostenere le imprese del settore privato e le banche colpite dalla pandemia. Le attività dei fondi sovrani dell’emirato costituiscono quasi $ 950 miliardi, a detta della Capital Economics, e ciò potrebbe servire per estinguere i debiti delle entità pubbliche.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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