Turchia: esercitazione nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 19:09 in Europa Turchia

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La Marina militare della Turchia ha condotto, dal 22 al 24 aprile, una esercitazione nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale. 

È quanto confermato, domenica 26 aprile, dal Ministero della Difesa di Ankara, il quale ha pubblicato su Twitter i dettagli dell’operazione. Nello specifico, l’esercitazione, tesa a migliorare le capacità di prontezza operativa delle Forze di Ankara, ha coinvolto differenti tipi di unità, circa 27 tra navi da guerra turche, velivoli da pattugliamento marittimo, elicotteri della Marina e droni.  

Da parte sua, Ankara ha sottolineato che grazie alle precauzioni adottate in virtù della pandemia in atto, la Marina militare turca non ha subito variazioni alla propria prontezza operativa, la quale si attesta ai massimi livelli, essendo in grado di portare a termine ogni attività senza essere quindi stata compromessa dalla pandemia. 

A tale riguardo, il quotidiano turco Daily Sabah ha altresì aggiunto che nella giornata del 23 aprile le fregate della Turchia hanno condotto alcune operazioni di addestramento congiunte nel Mediterraneo orientale con le imbarcazioni da guerra della Marina italiana.  

Il Mar Egeo e il Mediterraneo orientale sono teatro di tensioni tra la Turchia da un lato e Cipro e Grecia dall’altro.  

In particolare, per quanto riguarda il Mar Egeo, la Turchia accusa Atene di non rispettare la clausola sulla demilitarizzazione delle isole del Dodecaneso, sancita dal Trattato di Losanna, firmato il 24 luglio 1923 dalla Turchia e dagli Alleati della Prima guerra mondiale, il quale pose fine al conflitto greco-turco. Nonostante quanto sancito dal trattato, secondo la Turchia, Atene mantiene la propria presenza militare sulle isole e, in aggiunta, sebbene abbia acque territoriali per 6 miglia, “sostiene di avere uno spazio aereo di 10 miglia”. Dall’altra parte, Atene ha più volte denunciato, dallo scorso 16 gennaio, i ripetuti sorvoli non autorizzati che i caccia turchi hanno condotto sulle isole dell’Egeo. In particolare, i caccia F-16 della Turchia hanno più volte sorvolato numerose isole del Dodecaneso, tra cui Arki, Lisso, Farmaco, Gaidaro e Agathonisi, e le isole vicine, come Samo, LipsiChiosOinouses e Makronisi. Tali sorvoli sono stati più volte condannati dalla Grecia, la quale li considera come intromissioni non autorizzate nel proprio spazio aereo. Poche ore prima del sorvolo del 16 gennaio, il ministro degli Esteri della Turchia,  Mevlut Cavusoglu,  aveva messo in dubbio la sovranità della Grecia su alcune isole dell’Egeo. Ankara aveva così chiesto l’avvio di un processo di dialogo per discutere della sovranità sulle isole, ma Atene aveva risposto che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.    

Per quanto invece riguarda il Mediterraneo orientale, questo è teatro di tensioni con Cipro, la quale denuncia la presenza di navi da trivellazione turche all’interno della propria Zona Economica Esclusiva. In particolare, nella notte tra il 19 e il 20 aprile, Ankara aveva rilasciato un avviso di navigazione, annunciando che la Yavuz si sarebbe stazionata nell’area compresa tra il blocco 6 e il 7 della ZEE cipriota dal 20 aprile al 18 luglio. La nuova spedizione della nave turca è la sesta dallo scorso 3 maggio, data di avvio del programma di esplorazione mineraria nelle acque cipriote da parte della Turchia, più volte condannato dall’UE e dalla comunità internazionale. Da parte sua, Ankara sostiene di agire in difesa dei diritti minerari dei turco-ciprioti, le cui istanze vengono ignorate da Cipro e dalla comunità internazionale. 

Ciò nonostante, l’intenzione della Turchia di portare avanti i propri programmi di esplorazione energetica nell’Egeo, nel Mediterraneo orientale e nelle acque a largo di Cipro era già stata confermata, lo scorso 9 aprile, dal ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. Successivamente, il 15 aprile, il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, aveva aggiunto che la Turchia aveva intenzione di proseguire con le trivellazioni a largo di Cipro, dove è pronta a inviare una terza nave.     

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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