Tunisia: droni per aiutare nella lotta al coronavirus

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 18:44 in Africa Tunisia

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La Tunisia ha messo in campo i droni per monitorare il blocco generale del Paese, in atto fino al 3 maggio. Il Ministero della Salute tunisino ha ricevuto 4 droni dal gruppo Telnet, dotati di sensori di temperatura e altoparlanti, come parte del piano volto a rafforzare la lotta alla diffusione del coronavirus.

In una dichiarazione, il Ministero ha affermato che i droni consentiranno controlli di temperatura su larga scala in un’area che copre circa 7 km e che potranno trasmettere messaggi audio per informare i cittadini sui rischi della pandemia. La cerimonia di consegna dei droni si è svolta presso la sede del Ministero della Salute, alla presenza del ministro Abdellatif Mekki e del CEO del gruppo Telnet, Mohamed Frikha.

Il governo tunisino ha poi deciso che dal 4 maggio verrà avviata la fase 2, ovvero quella della riapertura graduale di alcuni settori e attività. A comunicarlo è stato il primo ministro Elyes Fakhfakh, giovedì 23 aprile. Per consentire un passaggio graduale dalla fase di lockdown a quella della normalità, le autorità hanno deciso di scomporre i prossimi mesi in 4 fasi, che vanno dal 4 maggio fino alla fine di giugno. La fase 2 durerà presumibilmente dal 4 al 18 maggio. Nel procedere verso un graduale alleggerimento delle misure di restrizione, il governo ha sottolineato che sarà necessario mettere a disposizione tutti i mezzi di prevenzione, di disinfezione collettiva e individuale, le maschere riutilizzabili e lavabili, i dispositivi di misurazione della temperatura e infine i test di screening.

“Fino ad ora abbiamo avuto successo”, ha dichiarato Fakhfakh, aggiungendo: “Tuttavia, non abbiamo ancora superato la pandemia e vogliamo appiattire completamente la curva dei contagi”. Da quando il Paese ha confermato il suo primo caso di coronavirus, all’inizio di marzo, sono stati registrati 38 morti e 949 infezioni. Con il Ramadan, il coprifuoco inizierà due ore dopo, ovvero alle 20:00. La pandemia ha fermato il turismo, un settore chiave per la Tunisia, e numerose imprese e attività non essenziali sono chiuse dal 4 marzo. La polizia tunisina ha finora arrestato 1.119 persone per aver violato il coprifuoco notturno, mentre 242 cittadini sono stati messi in detenzione per la violazione del blocco, secondo quanto riportato dal portavoce del Ministero degli Interni, Khaled Ayouni. Nel frattempo la presidenza ha annunciato, martedì 31 marzo, che avrebbe rilasciato 1.420 prigionieri per alleviare l’affollamento delle carceri. Secondo la dichiarazione, il presidente Kais Saied ha ordinato altresì di innalzare di standard igienici nelle prigioni. 

La Tunisia, che sta prevedendo di subire una grave recessione economica, sta spingendo la banca centrale a tagliare il suo tasso di interesse chiave di 100 punti base. Fakhfakh ha inoltre annunciato che, per quest’anno, il governo ha ridotto le sue previsioni di crescita dal 2,7% all’1%. Come parte del suo budget fiscale annuale, la Tunisia avrà bisogno di circa 3.6 miliardi di dollari di fondi, di natura interna o esterna. La disoccupazione nel Paese risulta superiore al 15% e raggiunge picchi del 30% in alcune città. Anche l’inflazione è elevata e i governi hanno lottato a lungo per frenare i deficit fiscali e controllare il debito pubblico. Gli analisti avvertono che la crisi globale dovuta al coronavirus colpirà soprattutto il settore del turismo, che rappresenta circa l’8% del PIL nazionale ed è una fonte chiave di valuta estera, con circa 9 milioni di turisti che hanno visitato il Paese lo scorso anno. Contemporaneamente, il settore agricolo sta lottando contro una grave carenza di pioggia.

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Chiara Gentili

di Redazione