Tensioni Russia-Repubblica Ceca: sindaco di Praga sotto scorta

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 17:06 in Repubblica Ceca Russia

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Il sindaco di Praga, Zdenek Hrib, ha dichiarato di essere sotto scorta in seguito all’emersione di minacce dirette contro la sua persona.  

Nello specifico, Hrib ha confermato, lunedì 27 aprile, di essere stato inserito già da più di due settimane in un programma di protezione personale da parte della polizia della Repubblica Ceca, dopo che le autorità di Praga avevano individuato una minaccia contro la sua persona. Tuttavia, il sindaco non ha specificato il tipo di minaccia, né ha confermato la sua origine, rivelando di non poter fornire dettagli. 

A tale riguardo, il Guardian rivela, riprendendo fonti locali ceche, che già la scorsa settimana era stata diffusa la notizia in merito all’inserimento di Hrib nel programma di protezione personale da parte della polizia, dopo che il sindaco di Praga aveva sporto denuncia, temendo di essere stato pedinato nei pressi della propria dimora. 

In aggiunta, riprendendo quanto pubblicato domenica 26 aprile da media investigativi locali, il Guardian ha altresì diffuso le notizie in merito all’arrivo a Praga di una persona, in possesso di documenti diplomatici russi, tre settimane prima, con l’obiettivo di assassinare Hrib e un altro politico ceco, Ondrej Kolar, vertice del sesto municipio della capitale ceca, entrambi al centro delle tensioni con la Russia. 

Per quanto riguarda Hrib, il Guardian ricorda che il sindaco di Praga aveva dichiarato di essere favorevole a rinominare una piazza di Praga, dove si trova la sede dell’Ambasciata russa, per intitolarla a Boris Nemtsov, un politico russo facente parte dell’opposizione al governo di Putin, assassinato il 27 febbraio 2015 nei pressi del Cremlino. In seguito alle dichiarazioni di Hrib, l’Ambasciata russa aveva commentato che avrebbe cambiato indirizzo della sede, ufficializzando l’ingresso che affaccia su una via adiacente. 

Kolar, invece, è al centro delle tensioni tra la Repubblica Ceca e la Russia da quando il suo municipio aveva approvato la rimozione, avvenuta il 3 aprile, della statua del generale Ivan Konev, eretta nella capitale ceca nel 1980 per omaggiare il ruolo del generale nella guida dell’esercito sovietico nella liberazione di Praga dai nazisti nel 1945. Tuttavia, la statua era diventata nel tempo bersaglio di atti vandalici, causati dallo scontento popolare provocato dalle rivelazioni sul coinvolgimento di Konev nella successiva soppressione della rivoluzione ungherese nel 1956 e i dubbi sul ruolo svolto dal generale sovietico nella pianificazione dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle Forze del Patto di Varsavia nel 1968. In tale contesto, il municipio aveva disposto la rimozione della statua di Konev, il suo trasferimento presso un museo della Memoria in costruzione e la sostituzione con un monumento dedicato alla liberazione di Praga.  

L’approvazione della rimozione della statua di Konev aveva attirato numerose critiche e causato violente proteste nel distretto. Anche Mosca aveva indirizzato le proprie accuse contro Praga, accusata, come altri Stati dell’Europa centrale e orientale, di voler “riscrivere la storia”. In tale contesto, la famiglia di Kolar, la quale vive sotto scorta in seguito alle minacce di morte ricevute, sostiene che sia stata l’Ambasciata russa a coordinare nel corso dell’anno le proteste degli estremisti cechi di destra e di sinistra. Da parte sua, la rappresentanza diplomatica della Russia non ha commentato tale vicenda.   

In tale contesto, i media investigativi cechi ripresi dal Guardian hanno rivelato, sostenendo di aver ottenuto le informazioni da informatori anonimi dell’Intelligence della Repubblica Ceca, che il cittadino giunto a Praga in possesso di documenti diplomatici russi avesse con sé una valigia contenente una sostanza velenosa. 

Le rivelazioni dei media locali non sono al momento state confermate né dalle autorità né dalla classe politica della Repubblica Ceca. Anche Dmitry Peskov, un portavoce del presidente della Russia, Vladimir Putin, ha dichiarato di ritenere una fake news quanto pubblicato dai media investigativi cechi, aggiungendo di non essere al corrente di niente di quanto diffuso.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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