Siria, Damasco: nuovi missili di Israele, 3 civili morti

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 11:33 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver intercettato e distrutto aerei da guerra israeliani, provocando altresì la morte di 3 civili ed il ferimento di altri 4. L’attacco ha avuto luogo all’alba di lunedì 27 aprile nei pressi di Damasco.

La dichiarazione delle fonti militari siriane non ha fornito ulteriori dettagli, mentre è stato l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ad affermare che l’obiettivo dei missili israeliani, provenienti dai territori libanesi, è stato rappresentato dalle postazioni delle fazioni filoiraniane e degli alleati di Teheran, tra cui Hezbollah, situate nell’area che si estende da al-Kiswah a Sahnaya, nella periferia Sud-Ovest della capitale siriana Damasco. Inoltre, a detta del SOHR, il bilancio delle vittime include 4 membri di tali milizie, la cui identità non è ancora nota. Parallelamente, come riferito dall’agenzia di stampa siriana SANA, i frammenti dei missili israeliani hanno colpito le aree residenziali periferiche di Hajira e Adlieh, causando la morte di 3 civili ed il ferimento di altri 4, tra cui un bambino di 6 anni.

In tale quadro, il quotidiano al-Arabiya ha riferito che i siti colpiti hanno assistito ultimamente ad un aumento delle milizie di Hezbollah, concentratesi soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Tali gruppi, a loro volta, ricevono il sostegno dell’Iran, il quale, secondo al-Araby al-Jadeed, utilizza l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

Uno degli ultimi episodi che ha visto coinvolto Israele in Siria risale al 20 aprile, quando le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver intercettato e colpito diversi missili lanciati attraverso aerei da guerra israeliani presso il sito archeologico di Palmira, nella periferia Est di Homs. A detta del SOHR, il bilancio delle vittime includeva 9 combattenti filo-regime appartenenti, nello specifico, a milizie fedeli all’Iran e ad Hezbollah

Precedentemente, nella notte tra il 31 marzo ed il primo aprile, altri 8 missili provenienti da Israele erano stati abbattuti, prima che questi colpissero la base aerea di Shayrat, situata nella provincia siriana di Homs. Il 15 aprile, inoltre, un drone, presumibilmente di provenienza israeliana, ha colpito un’auto con a bordo membri di Hezbollah, mentre viaggiava al confine tra Siria e Libano, presso il villaggio di Jdeidat Yabous, situato a 45 km a Ovest di Damasco.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Nel mese di febbraio 2020, gli attacchi israeliani hanno causato 7 vittime tra le forze del regime siriano e del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniane. Tra gli episodi di tale mese, una violenta escalation ha avuto inizio quando raid aerei israeliani sono stati condotti, nella notte di domenica 23 febbraio, contro alcune postazioni del Jihad Islamico palestinese in Siria, nei pressi di Damasco, causando l’uccisione di due militanti palestinesi. A detta di Israele, si trattava di luoghi impiegati per la ricerca e lo sviluppo di armi, fabbricati poi in Siria e sulla Striscia di Gaza, in cui vengono altresì prodotti decine di chilogrammi di combustibile per razzi ogni mese.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto siriano ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Al momento, i gruppi armati appoggiati dall’Iran, e guidati da Hezbollah, sono riusciti a prendere il controllo di vaste aree della Siria orientale e meridionale, così come di diversi sobborghi della capitale Damasco. In tale quadro, il 20 aprile, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha incontrato il presidente Assad a Damasco. Il meeting, secondo alcuni, ha avuto lo scopo di ribadire il sostegno di Teheran al regime siriano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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