Mozambico: il governo ammette la presenza di combattenti dell’Isis

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 15:32 in Africa Mozambico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo del Mozambico ha ammesso per la prima volta la presenza di militanti dell’Isis nel proprio Paese, denunciando un incremento di attacchi rivendicati dallorganizzazione nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, ricca di gas. Il riconoscimento pubblico è stato emesso venerdì 24 aprile, pochi giorni dopo lultima strage, avvenuta intorno al 7 del mese, quando circa 52 abitanti del villaggio di Xitaxi sono stati uccisi dopo essersi rifiutati di entrare nellorganizzazione. Il gruppo terrorizza i villaggi e le città della regione da più di due anni.

Il Consiglio nazionale per la difesa e la sicurezza, l’ente statale che consiglia in materia il presidente, Filipe Nyusi, ha attribuito gli attacchi allorganizzazione terroristica dello Stato Islamico. Il Consiglio ha analizzato la situazione degli attacchi nella provincia di Cabo Delgado e ha concluso che sono stati commessi dallIsis”, si legge in una nota di cui è stata informata lagenzia di stampa Agence France Presse. “Rivela che abbiamo a che fare con un’aggressione esterna”, ha aggiunto.

La Provincia dell’Africa Centrale dello Stato Islamico (ISCAP), affiliata all’Isis, ha rivendicato alcuni degli attacchi nella regione fin dallo scorso giugno, pubblicando immagini di soldati uccisi e mostrando le armi sequestrate. Nelle ultime settimane, i combattenti si sono smascherati, dichiarando apertamente che stanno intraprendendo una campagna nella regione per stabilire un “califfato islamista”. Di conseguenza, hanno intensificato i loro attacchi, sequestrato edifici governativi, bloccato le strade delle città e issato la bandiera bianca e nera dello Stato Islamico in tutta la provincia di Cabo Delgado.

Gli attacchi nella regione sono iniziati nellottobre 2017 nella cittadina di Mocimboa da Praia e, da allora, si sono diffusi in altri sette distretti, ovvero un terzo del territorio della provincia. Più di 900 persone sono state uccise, secondo lACLED, il Progetto sui dati relativi all’ubicazione e agli eventi dei conflitti armati. I disordini hanno costretto oltre 200.000 abitanti del luogo a fuggire e hanno suscitato grandi preoccupazioni tra i giganti dell’energia, che lavorano attivamente nella regione ricca di gas.

L’organizzazione dello Stato Islamico ha operato negli anni passati attraverso un gruppo locale che ha effettuato almeno 75 attentati separati in otto distretti della provincia di Cabo Delgado. La gente del posto aveva soprannominato il gruppo con il nome di “al-Shabaab”, che in arabo significa “gioventù”. I militanti, tuttavia, sembravano non avere alcun legame con l’organizzazione terroristica somala nota con lo stesso nome. I media e gli esperti locali hanno dunque iniziato a riferirsi al gruppo con l’espressione Ahl-e-Sunnat wal Jamaat, che significa “seguaci della tradizione e dell’unità sunnita”. I leader dell’organizzazione intrattenevano legami anche con altri gruppi terroristici dell’Africa orientale. Nel 2018, Ahl-e-Sunnat wal Jamaat ha spostato la propria attenzione su piccoli villaggi remoti, cercando di ridurre al minimo i conflitti diretti con le forze di sicurezza del governo. Con limitate eccezioni, il gruppo ha condotto quasi sempre i propri attacchi nella provincia di Cabo Delgado. Gli attentati variavano di intensità e scala, ma generalmente includevano l’uso di armi da fuoco e di armi da taglio, ad esempio machete e altri oggetti metallici, e includevano spesso il furto di cibo e di altri beni essenziali. Talvolta, le offensive prevedevano anche decapitazioni e rapimenti.

L’attuale leader del Mozambico, Filipe Nyusi,è stato rieletto per la seconda volta ad ottobre 2019. L’opposizione contesta i risultati delle votazioni e accusa il presidente di brogli e corruzione. Ossufo Momade, il candidato del maggior partito d’opposizione, ovvero il Renamo (Resistenza Nazionale mozambicana), è risultato il secondo più votato, aggiudicandosi il 21.88% dei voti rispetto al 73% di Nyusi.

Durante il suo secondo mandato quinquennale, il presidente si dovrà impegnare a sviluppare le riserve di gas del Paese, che prevede di diventare, entro 5 anni, il secondo esportatore al mondo di gas naturale. Il boom sarà controllato da giganti del settore petrolifero e sarà possibile solo con un totale rispetto del trattato di pace firmato ad agosto dai due maggiori partiti del Paese, il Renamo di Momade e il Frelimo (Fronte di Liberazione del Mozambico) di Nyusi. Le elezioni del 15 ottobre, in cui sono state condensate le presidenziali, le legislative e le provinciali, avrebbero dovuto rappresentare una conferma dell’impegno preso a favore della pace ma il rischio che le opposizioni, continuando a contestare i risultati, mettano in pericolo questo fragile accordo è molto alto.  

Il Mozambico, che ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, soffre ancora degli effetti di una guerra civile durata 15 anni, dal 1977 al 1992, in cui sono morte circa 1 milione di persone. Nel 1992, un primo accordo di pace aveva messo fine al conflitto, ma da allora la violenza si è diffusa nel Paese, portando sporadici contrasti. Il dialogo di pace tra le due forze era stato sospeso lo scorso anno, quando la Renamo aveva accusato il Frelimo di aver compromesso le scorse elezioni municipali. Già nel 2014, dopo le ultime elezioni presidenziali, Renamo e Frelino erano stati protagonisti di scontri violenti causati da una disputa sul verdetto delle elezioni. A rappresentare una minaccia per Maputo, oltre ai continui scontri tra i due maggiori partiti del Paese, vi è anche l’aumento degli attentati nel Nord, vicino il confine con la Tanzania, dove si trovano vasti giacimenti di gas, scoperti al largo di Palma nel 2011. Tali giacimenti potrebbero trasformare l’economia del Paese, che attualmente è una delle più povere del continente africano, ma lo sviluppo è minacciato dall’insorgenza dello Stato Islamico nella regione.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.