Israele e l’annessione dei territori palestinesi: interviene la Lega Araba

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 18:30 in Israele Palestina

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I ministri degli Esteri della Lega Araba si riuniranno, in una videoconferenza da remoto, il 30 aprile prossimo, per discutere della volontà di Israele di annettere i territori palestinesi.

La notizia è stata data lunedì 27 aprile dal vice segretario generale, Hossam Zaki, e riferita da diversi quotidiani del mondo arabo, tra cui al-Araby al-Jadeed. L’incontro è stato richiesto dall’Autorità Palestinese e sarà presieduto dall’Oman. L’obiettivo è discutere delle mosse e delle iniziative che i membri della Lega potranno prendere nel caso in cui Israele riesca a portare a termine quanto dichiarato, ovvero l’annessione della Cisgiordania e l’imposizione della propria sovranità su alcuni territori di tale area. Il sostegno che la Lega prevede per l’Autorità Palestinese, è stato specificato, sarà di tipo legale, finanziario e politico, così che questa possa far fronte alle problematiche connesse sia a un’eventuale annessione sia all’epidemia di Covid-19.

In tale quadro, il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, in un messaggio inviato al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha messo in guardia da ciò che potrebbe rivelarsi una minaccia per la stabilità regionale e ha affermato che Israele sta sfruttando a proprio favore la pandemia di coronavirus per portare avanti i propri piani. Inoltre, una eventuale annessione israeliana porrebbe fine ai negoziati tra Israele e Palestina, annullando la possibilità di giungere ad una soluzione a due Stati.

La Lega dei Paesi arabi è l’unica organizzazione panaraba che raggruppa tutti gli Stati arabi. Essa include 22 Paesi membri africani e mediorientali, ossia Algeria, Bahrein, Comoros, Djibouti, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Mauritania, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Arabia Saudita, Somalia, Sudan, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Yemen.

L’incontro della Lega Araba si terrà dopo che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, il 26 aprile, si è detto fiducioso circa il sostegno degli Stati Uniti nell’annessione di alcuni territori della Cisgiordania, affermando che ciò potrebbe avvenire entro due mesi. Le parole fanno seguito all’alleanza raggiunta in Israele tra Netanyahu ed il suo ex rivale, Benny Gantz, volta alla formazione di un governo di emergenza di unità nazionale. Entrambi i leader, il 6 aprile scorso, si erano detti concordi ad annettere le aree della Valle del Giordano e del Mar Morto settentrionale a Israele entro il prossimo luglio. Tuttavia, era stato stabilito che la “sovranità” israeliana sarebbe stata imposta dopo averne discusso con l’amministrazione statunitense e la comunità internazionale. In particolare, prima di imporre la sovranità di Israele sui territori palestinesi in questione, Netanyahu avrebbe dovuto ottenere il sostegno degli Stati Uniti. Dal canto suo, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha affermato che sarà Israele a decidere autonomamente se annettere o meno parti della Cisgiordania.

La questione dell’annessione dei territori palestinesi riguarda altresì il progetto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato, il 28 gennaio scorso, ovvero il cosiddetto Piano di Pace, altresì noto come “accordo del secolo”, volto a riportare la pace in Medio Oriente e a risolvere il conflitto arabo-israeliano. In particolare, il progetto, delineato in 181 pagine, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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