Bangladesh: migliaia di lavoratori tornano nelle fabbriche

Pubblicato il 27 aprile 2020 alle 18:08 in Asia Bangladesh

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Migliaia di lavoratori nel settore tessile sono tornati nelle fabbriche del Bangladesh, nonostante il blocco a livello nazionale dovuto al coronavirus, sollevando il timore di un aumento della diffusione del contagio.

Le fabbriche nella capitale, Dhaka, e nella città portuale di Chittagong sono state riaperte, il 27 aprile. Le fabbriche di abbigliamento del Paese erano state chiuse alla fine di marzo, ma sotto la pressione dei rivenditori per soddisfare gli ordini di esportazione in sospeso, molti hanno ripreso le loro operazioni, nonostante un blocco nazionale, in atto fino al 5 maggio. 

L’abbigliamento costituisce l’80% delle esportazioni annue totali della nazione dell’Asia meridionale e si prevede che il Paese perderà un fatturato di circa 6 miliardi di dollari, quest’anno, poiché il settore è stato colpito da numerose cancellazioni da alcuni dei più grandi marchi e rivenditori al mondo. “I lavoratori del settore dell’abbigliamento si trovano in una situazione precaria”, ha dichiarato un reporter di Al-Jazeera. “Sono preoccupati per il coronavirus e per la loro sicurezza, ma allo stesso tempo, sanno che se non tornano nelle fabbriche verranno licenziati. Hanno bisogno di stipendi”, ha aggiunto. 

Mofazzal Hossain, un lavoratore di queste fabbriche, ha dichiarato di sentirsi obbligato a tornare a lavoro, dove guadagna 115 dollari al mese. “Abbiamo paura del coronavirus”, ha riferito. “Ma ora sono più preoccupato di perdere il lavoro, il salario e le indennità”, ha aggiunto. Il Bangladesh ha riportato oltre 5.900 infezioni confermate di coronavirus e 152 decessi. Gli attivisti per i diritti dei lavoratori hanno affermato di temere che il ritorno al lavoro possa portare a un’esplosione dei casi di COVID-19. Oltre 4 milioni di persone lavorano in migliaia di fabbriche di abbigliamento in tutto il Bangladesh, che nel 2019 hanno spedito capi di abbigliamento per un valore di 35 miliardi di dollari ad alcuni dei principali rivenditori al mondo, come H&M, Inditex e Walmart. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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