IOM: 16.724 arrivi in Europa via mare dall’inizio del 2020

Pubblicato il 26 aprile 2020 alle 7:11 in Europa Immigrazione

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha riferito che sono 16.724 i migranti e rifugiati entrati in Europa via mare fino a metà aprile 2020. Si tratta di un aumento di circa il 16% rispetto ai primi 4 mesi dellanno passato, quando l’organizzazione aveva calcolato circa 14.381 ingressi irregolari in Europa lungo le tre principali rotte migratorie che attraversano il Mediterraneo. Circa metà degli arrivi si sono registrati in Grecia, la destinazione più ricorrente del 2020. Le vittime rinvenute, dallinizio dellanno fino alla data del 22 aprile, nelle tre rotte del Mediterraneo sono invece 256. Lanno scorso erano state, nello stesso periodo, 425.  

Flavio Di Giacomo, di IOM Italia, ha riferito che 34 migranti a bordo della nave di salvataggio “Aita Mari”, si sono uniti ai 146 migranti prelevati da un’altra nave di soccorso, la “Alan Kurdi”, e sono stati messi in quarantena a bordo del traghetto “Rubattino”, al largo della costa di Palermo. I migranti trascorreranno lì diversi giorni, prima di poter sbarcare, per prevenire qualsiasi rischio di contagio da coronavirus. Questo nonostante, secondo i media, tutti i migranti e l’equipaggio a bordo siano risultati negativi al test per il COVID-19.

Ana Dodevska, responsabile di IOM Spagna, ha riferito che 4.856 migranti e rifugiati sono entrati nelle acque spagnole dall’Africa a partire dallinizio del 2020. Quasi la metà di questi, ovvero 1.810, ha attraversato la rotta dell’Africa occidentale verso le isole Canarie invece che verso la Spagna continentale. Il Progetto IOM per i migranti scomparsi ha inoltre riferito che fino alla scorsa settimana, ovvero fino al 15 aprile, 1.781 persone sono arrivate nelle Canarie a bordo di 61 barche. Nello stesso periodo del 2019, erano arrivate nella stessa destinazione 181 persone su 20 barche.

IOM Grecia ha riferito che gli sbarchi via mare nel mese sono stati circa 39, ovvero il bilancio mensile più basso sulla rotta del Mediterraneo orientale dall’inizio dell’emergenza migratoria, nel 2013. Tutti gli sbarchi, tra laltro, sono avvenuti in un giorno, ovvero il primo aprile, e in un unico luogo, cioè lisola di Lesbo. Nessun altro sbarco o salvataggio in mare è avvenuto nelle ultime tre settimane nelle acque Egeo, secondo lIOM una situazione senza precedenti dovuta sicuramente allemergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo.

Lanna Walsh, di IOM Turchia, ha infine riferito che, a partire da aprile, le statistiche della Guardia costiera turca hanno iniziato a mostrare una diminuzione nel numero di migranti che hanno tentato di attraversare il Mar Egeo. Il blocco nazionale adottato da Ankara vieta a chiunque di viaggiare tra le province senza documenti di autorizzazione. Tutti, compresi migranti e rifugiati, devono seguire le rigide misure restrittive imposte dal governo turco, rendendo quasi impossibile lo spostamento verso le aree di confine.

In Grecia, la situazione è critica soprattutto sulle isole del Mar Egeo, dove le capacità di accoglienza sono ormai allo stremo. Il campo di Moria è uno dei più sovraffollati dell’Egeo. Costruito per ospitare circa 3000 persone, il centro ne accoglie attualmente 19.343. La maggior parte di loro vive fuori dai muri della struttura, dentro tende improvvisate o all’aria aperta. L’emergenza rappresentata dalla diffusione del coronavirus contribuisce a rendere ancora più allarmante la situazione sulle isole.

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Chiara Gentili

di Redazione

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