India e Pakistan: riapertura dell’economia

Pubblicato il 25 aprile 2020 alle 16:00 in India Pakistan

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Il governo indiano del presidente Narendra Modi, ha consentito una limitata riapertura di alcuni negozi in aree residenziali del Paese, dal 25 aprile. L’annuncio è stato dato il giorno precedente dal Ministero degli Affari Interni del Paese, il quale ha consentito ai negozi che operano vendita al dettaglio di riaprire. Le condizioni per il loro ritorno in attività saranno l’impiego della metà del personale, l’applicazione delle misure di stanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine e guanti. Tuttavia, continueranno a non essere concesse la vendita di alcolici e quella di altri prodotti non necessari, sarà ancora proibito l’allestimento di mercati all’aperto e i negozi monomarca e multimarca potranno riaprire solamente dal prossimo 3 maggio.

 Lo scorso 25 marzo, Nuova Delhi, aveva imposto misure restrittive per contenere la diffusione della pandemia di coronavirus. Agli 1,3 miliardi di indiani è stato chiesto di restare a casa, i mezzi pubblici sono stati bloccati e i voli interni e i le corse dei treni sono stati sospesi, per cercare di limitare al massimo le occasioni di contagio. Inoltre, già dal 19 marzo, erano stati sospesi i voli internazionali e intere regioni come il Kashmir sono state di fatto sigillate. Al 25 aprile, l’India ha rilevato 24.530 casi confermati e ha registrato 780 decessi.

Nel confinante Pakistan, dal 25 aprile è stato avviato l’” isolamento intelligente”, il quale prevede il monitoraggio mirato e il tracciamento dei casi positivi mentre vengono riaperte attività industriali e commerciali, seguendo linee guida specifiche. Il ministro della Pianificazione e supervisore del gruppo di risposta al coronavirus, Asad Umar, ha affermato che il progetto di isolamento dei positivi e dei loro contatti migliorerà le possibilità di contenere l’epidemia e garantirà una ripresa dell’attività economica. Umar ha sottolineato che l’arrivo del mese del Ramadan sarà decisivo in quanto solamente il rispetto delle direttive governative consentirà il riavvio di parti dell’economia. In vista di tale importante momento religioso per il Paese a maggioranza musulmana, sono state consentite riunioni di preghiera, ad eccezione della provincia meridionale di Sindh. Tale luogo si teme sia quello maggiormente a rischio, per tanto, nel suo capoluogo Karachi le moschee sono state chiuse. Il Paese ad oggi conta 11.940 casi confermati e 253 decessi.

Pakistan e India sono due importanti Paesi dell’Asia meridionale, in tensione l’uno con l’altro rispetto alla questione della contesa regione a maggioranza musulmana del Kashmir, di cui amministrano due parti distinte. Gli scorsi 9 e 13 aprile, i rispettivi eserciti hanno dato vita agli ultimi scontri trans-frontalieri in tale area, nonostante la grande pressione derivante dall’emergenza sanitaria. Da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato da Delhi di armare tali militanti.

Oltre alle problematiche sanitarie e territoriali, i due Paesi insieme ad Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Maldive, Nepal e Sri Lanka stanno andando incontro a gravi difficoltà economiche causate dalla pandemia. Lo scorso 12 aprile, la Banca Mondiale ha dichiarato che i Paesi dell’Asia meridionale assisteranno al peggior tasso di crescita degli ultimi 40 anni a causa della diffusione del coronavirus. L’istituto ha pubblicato il report biennale chiamato South Asia Economic Focus che presenta gli sviluppi più recenti e offre una previsione a breve termine della situazione economica della regione in generale. Dal documento si evince che nel 2020 la crescita economica si aggirerà intorno ad un tasso tra l’1,8% e il 2,8%, contrariamente al 6,3%, previsto sei mesi prima. Le misure di prevenzione e controllo del coronavirus hanno interrotto il processo di produzione e distribuzione delle merci in tutta l’Asia meridionale e vista la gravità della situazione Pakistan e India stanno adottando le prime misure per la ripartenza.

 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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