Coronavirus nel Regno Unito: superati i 20.000 decessi

Pubblicato il 25 aprile 2020 alle 18:30 in Europa UK

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Nel Regno Unito sono stati oltre 20.000 i decessi ospedalieri causati dal coronavirus. Questo è quanto annunciato sabato 25 aprile dal Dipartimento della Salute dell’esecutivo londinese, il quale ha comunicato 813 nuove vittime, per un totale di 20.319.

 Il raggiungimento di tale soglia ha significato un record particolarmente negativo per il Paese e, durante il briefing giornaliero del governo,  è stato definito dal segretario per gli Affari Interni, Priti Patel, una soglia tragica e terribile. Il 28 marzo scorso, durante una conferenza stampa sulla pandemia tenuta a Downing Street, il direttore medico del Servizio Sanitario Nazionale inglese, Stephen Powis, aveva affermato che mantenere il numero dei decessi al di sotto dei 20.000 sarebbe stato un risultato positivo, segno di una buona gestione del virus.

Tuttavia, le stime riportate sono riferite solamente ai decessi ospedalieri e non includono le morti nelle case di riposo, presso la propria abitazione o in qualsiasi altro luogo. Tali numeri sono invece riportati dell’Ufficio di Statistica nazionale che ogni martedì fornisce gli aggiornamenti extra-ospedalieri, basati sui certificati di morte, il cui ultimo dato del 10 aprile riportava 1.662 vittime. Stando a quanto riferito dalla BBC, il numero di decessi nelle case di riposo potrebbe provarsi particolarmente difficoltosa da tenere sotto controllo. Ad oggi, il Paese si pone in quinta posizione a livello mondiale per numero di morti dopo USA, Italia, Spagna e Francia.

Il governo di Londra ha ricevuto dure critiche per la sua gestione dell’emergenza sanitaria. Tra queste c’è la condanna per il ritardo nell’attuazione delle misure di isolamento rispetto agli altri Paesi europei, avvenuto lo scorso 24 marzo, e la difficoltà nell’effettuazione di test su larga scala. Quest’ultimo fattore si ritiene potrebbe essere particolarmente problematico perché allungherebbe la necessità delle misure di isolamento, provocando un grande danno per la quinta economia mondiale. Il 23 aprile scorso, sono stati 28,532 i test eseguiti sulla popolazione ma l’obiettivo annunciato da Londra è stato quello di raggiungere 100.000 test al giorno entro la fine del mese di aprile 2020, aspettativa che in molti ritengono sarà disattesa.

Tuttavia, Powis ha tenuto a precisare che, a differenza degli altri Stati a livello globale, il Sistema Sanitario Nazionale inglese non è stato sopraffatto dalla pandemia, al punto che gli ospedali si stanno già organizzando per riprendere le loro attività non legate al coronavirus, come la ripresa degli interventi programmati e finora sospesi. In particolare, il direttore ha affermato che è cruciale la ripresa degli ordinari servizi sanitari visto che il Paese ha iniziato ad assistere ad un calo nel numero dei casi positivi.

Il primo decesso per coronavirus nel Regno Unito è stato registrato lo scorso 7 aprile, mentre il numero totale di persone ad oggi risultate positive al virus è arrivato a 143.464. A livello mondiale, i contagi sono arrivati a 2 milioni e 834.134 e i decessi a 198.405.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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