Qatar: l’emiro punta a riforme radicali

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 11:11 in Medio Oriente Qatar

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In un discorso tenuto in occasione dell’inizio del mese di Ramadan, nella sera del 23 aprile, l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, ha affermato di aver indirizzato il proprio governo verso l’elaborazione di riforme radicali ed ha invitato la comunità internazionale a collaborare per far fronte alla pandemia di Covid-19.

In particolare, secondo quanto riferito da al-Jazeera, l’obiettivo dell’emiro è creare un’economia diversificata, in grado di resistere alla crisi dei prezzi di petrolio e alla loro fluttuazione. Per fare ciò, è stato specificato, il governo qatariota è stato invitato a mettere in atto riforme volte a “liberalizzare” l’economia di Doha, così da renderla meno vulnerabile alle problematiche del settore energetico e petrolifero. Circa la diffusione della pandemia di coronavirus, al-Thani ha affermato che il proprio Paese si è reso subito conto della gravità della crisi e, per tale motivo, ha agito facendo affidamento sulla propria esperienza, in collaborazione con le organizzazioni internazionali. Tuttavia, al fine di affrontare la crescente crisi che ha causato la morte di oltre 180mila persone, ha sottolineato l’emiro, è necessaria la collaborazione di tutti i Paesi, a livello internazionale, e, in particolare di quelli industrializzati. I leader dovrebbero, pertanto, cooperare e non competere fra loro sia per quanto riguarda la scoperta del vaccino sia per poter affrontare le conseguenze economiche e sociali della pandemia.

A livello interno, lo sceicco Tamim ha affermato che il Qatar ha rafforzato le proprie equipe mediche e aumentato la quantità di dispositivi e attrezzature necessarie, oltre a creare ospedali da campo in grado di ospitare migliaia di persone. Inoltre, sono stati stanziati incentivi finanziari al settore privato per un valore di 75 miliardi di riyal, pari a 21 milioni di dollari, mentre la Banca centrale è stata incaricata di adottare un meccanismo volto ad incoraggiare le banche a rinviare le rate dei prestiti erogati per enti del settore privato, con un periodo di grazia di 6 mesi. Al momento, ha riferito l’emiro, le autorità del Paese e gli organismi specializzati stanno valutando il momento più opportuno per aprire gradualmente diverse aree e settori produttivi.

In Qatar la pandemia di coronavirus ha causato 10 vittime, mentre i casi positivi complessivi, al 24 aprile, ammontano a 7.764. Di questi, 750 pazienti sono guariti. A partire dal 22 aprile, il lockdown imposto il 17 marzo scorso è stato parzialmente ridotto. Questo interessa soprattutto le zone industriali, considerate tra i principali centri di diffusione del virus, e dove vivono numerosi lavoratori ed operai di origine straniera. Di questi, 6.500 sono stati posti in quarantena tra il 14 ed il 17 marzo come misura preventiva, sebbene non presentassero sintomi da Covid-19.

Tuttavia, il Paese è al centro di una disputa regionale, a causa della quale è stato progressivamente isolato dagli altri Paesi della regione. La cosiddetta “crisi del Golfo” ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I Paesi fautori del blocco sono stati Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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