Libia: Haftar esorta alla caduta dell’accordo politico

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 9:04 in Africa Libia

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Il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, ha esortato la popolazione libica ad abbandonare l’accordo politico del 2015. Nel frattempo, le forze tripoline continuano ad esercitare pressione nel Sud della capitale.

Le parole di Haftar sono giunte nella sera del 23 aprile, durante un discorso televisivo tenuto in occasione dell’inizio del mese sacro di Ramadan. In particolare, il generale ha affermato che l’attuale situazione in Libia, definita tragica, e le sofferenze della popolazione sono giunte al loro apice e l’unica via d’uscita è abbandonare l’accordo politico del 2015, con riferimento agli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015 che hanno portato alla formazione dei due schieramenti e del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato dal capo del Consiglio presidenziale e premier, Fayez al-Sarraj.

A detta di Haftar, il deterioramento della situazione sia politica sia economica in Libia è dovuto soprattutto al Consiglio presidenziale e al governo di Tripoli, i quali sono da considerarsi corrotti, a causa del tradimento e dei “crimini” perpetrati che hanno violato la sovranità libica a vantaggio della Turchia. “Il Consiglio ha distrutto l’economia, ha saccheggiato e sprecato il denaro della popolazione, ha trascurato lo sviluppo, si è alleato con milizie terroristiche, ha sfruttato le risorse petrolifere per sostenerle e ha portato mercenari per combattere a fianco dell’esercito” sono state le accuse rivolte da Haftar verso il governo di al-Sarraj. Per tale motivo, la popolazione libica è stata esortata a respingere il governo e l’accordo politico e ad allearsi con istituzioni locali idonee, in grado di ristabilire la normalità e guidare il Paese verso lo Stato civile auspicato. Parallelamente, il generale dell’LNA ha dichiarato che le proprie forze, nell’ultimo anno, hanno compiuto notevoli progressi nel liberare la Libia dal terrorismo, e che sono determinate a continuare nella loro lotta fino alla liberazione della capitale Tripoli.

Nel frattempo, secondo quanto riportato da al-Jazeera, gli assi di combattimento a Sud della capitale, nel corso della giornata del 23 aprile, hanno nuovamente assistito a scontri tra le forze tripoline e quelle dell’LNA. Queste ultime sono state costrette a ritirarsi da alcune postazioni, tra cui al-Twaisha, al-Ramla e al-Hadba, dopo essere state attaccate con armi pesanti e di medio calibro. Non da ultimo, un attacco perpetrato dall’esercito di Haftar nel corso della notte ha causato la morte di un civile e ingenti danni alle proprietà di cittadini locali.  Inoltre, le forze tripoline hanno continuato a rafforzare le proprie postazioni nelle vicinanze di Tarhuna, città situata a circa 80 km a sud-Est di Tripoli, preparandosi ad entrare nell’ultima roccaforte controllata dall’LNA nell’Ovest della Libia.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, guidato dal primo ministro al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Nonostante i ripetuti appelli a livello internazionale rivolti alle parti impegnate nel conflitto libico, ovvero il generale Haftar ed il governo di Tripoli, entrambi continuano a condurre attacchi ed operazioni militari nel Sud della capitale così come in altre regioni libiche. Il 25 marzo, il GNA ha dato avvio ad una nuova offensiva, dal nome “Tempesta di pace”, il cui scopo è contrastare l’avanzata dell’LNA. In tale quadro, il 13 aprile, le forze tripoline sono riuscite a prendere il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, raggiungendo un primo progresso dall’inizio dell’operazione di Haftar contro Tripoli, intrapresa il 4 aprile 2019. Successivamente, il 18 aprile, un’ulteriore offensiva del GNA ha riguardato Tarhuna, contro cui stati condotti circa 20 raid aerei.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione