L’Armenia ricorda il genocidio del 1915

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 8:49 in Armenia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 24 aprile, anniversario della deportazione della comunità armena di Costantinopoli nel 1915, si ricorda Metz Yeghern (il grande crimine), lo sterminio di oltre un milione di armeni nell’Impero Ottomano durante la Prima guerra mondiale. 

“L’Armenia considera il riconoscimento del genocidio armeno una questione di agenda globale, perché il 24 aprile non è solo un giorno di commemorazione per le vittime innocenti, ma un giorno di commemorazione di un grave crimine” – ha affermato il primo ministro Nikol Pashinyan nel suo discorso dal memoriale di Tsitsernakaberd, a Erevan.

“Oggi gli armeni di tutto il mondo commemorano le vittime innocenti del genocidio armeno. Perché i nostri sentimenti non sono svaniti dopo un secolo e il ricordo è ora ancora più luminoso nei nostri cuori? La risposta è semplice. È passato più di un secolo, ma le conseguenze del genocidio non sono state eliminate. La Turchia non si è ancora scusata per quello che ha fatto. Ecco perché dichiariamo: mi ricordo ed esigo”.

“Allo stesso tempo, riteniamo che il riconoscimento del genocidio armeno non sia solo la nostra causa nazionale, ma sia una questione di agenda globale, perché il 24 aprile non è solo un giorno di ricordo per le nostre vittime innocenti, ma un giorno di commemorazione di un grave crimine commesso contro l’umanità, un giorno in cui si chiede la lotta contro il negazionismo, un giorno di responsabilità per prevenire altri gravi crimini contro l’umanità” – ha affermato il Primo Ministro.

Nikol Pashinyan ha aggiunto che il 24 aprile è prima di tutto l’occasione più significativa per pensare al passato e al futuro del popolo armeno, il momento giusto per il riconoscimento di sé, per apprezzare la propria forza e i passi da compiere.

“Quindi, quali conclusioni dovremmo trarre dal 24 aprile?” – ha chiesto Pashinyan, rispondendo: “In primo luogo, il governo dei Giovani Turchi ha emesso una condanna a morte contro il popolo armeno nel 1915 e ha fatto di tutto per far rispettare quella terribile decisione. Il milione e mezzo di martiri armeni santificati ha rafforzato la nostra volontà di vivere, creare, diventare più forti, ricordare e esigere; la nostra nazione ha trionfato sulla morte. La seconda conseguenza, altrettanto importante, è che stiamo ancora affrontando le sfide poste al nostro popolo all’inizio del ventesimo secolo. E l’unico modo per sfidare efficacemente queste sfide è avere una potente statualità e costruire un’Armenia pronta ad affrontare le minacce alla sicurezza”.

“Non dobbiamo risparmiare nessuno sforzo per raggiungere una pace duratura nella regione, per risolvere tutte le controversie e i conflitti sulla base del rispetto reciproco mediante negoziati e attraverso mezzi pacifici” – ha aggiunto Pashinyan, in un riferimento indiretto al conflitto in Nagorno-Karabach.

Secondo il premier, solo uno Stato capace, dignitoso e sovrano può difendersi. “Non dobbiamo risparmiare nessuno sforzo per approfondire le nostre relazioni con i nostri alleati, per renderli più istituzionali e affidabili e per aumentare il numero dei nostri alleati nel mondo. Ma solo uno stato capace, dignitoso e sovrano può creare una reale opportunità per raggiungere tale risultato. Per avere uno stato altamente capace, dignitoso e sovrano, abbiamo bisogno di un sistema educativo che soddisfi tutti gli standard moderni, un’economia high-tech in via di sviluppo dinamico, un complesso militare-industriale ben consolidato, un esercito potente e servizi speciali. Consolidando il potenziale pan-armeno attorno allo stato armeno garantiremo il progresso scientifico, diplomatico ed economico della nostra nazione” – ha affermato, ribadendo l’importanza della diaspora per lo sviluppo dell’Armenia.

Il 105° anniversario del genocidio è stato commemorato anche in Libano, dove vivono le comunità dell’antica Cilicia armena, dal presidente Michel Aoun. “Il genocidio commesso contro il popolo armeno è un sigillo della coscienza universale, che ci ricorda costantemente che un crimine commesso da una persona durerà fino a quando rimarrà impunito. La giustizia è l’unica via che conduce all’umanesimo” – ha affermato Aoun.

 

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.