Kosovo: Kurti non intende fermare le proteste dei cittadini

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 16:26 in Europa Kosovo

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Dopo che il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha dichiarato di voler formare un nuovo governo senza prima tenere nuove elezioni, i cittadini hanno iniziato a organizzare una serie di proteste, le quali non saranno fermate dal premier uscente, Albin Kurti. 

Nello specifico, Kurti ha dichiarato, giovedì 23 aprile, di non essere nella posizione di impedire ai suoi cittadini di protestare, dato che “sono più arrabbiati che mai”. Tuttavia, il premier, sfiduciato lo scorso 25 marzo, ha specificato che le manifestazioni non sono organizzate dal suo partito, Vetevendosje, il quale non farà parte del nuovo esecutivo. 

Al contrario, le proteste sono state organizzate da una pagina su Facebook dal nome “10 milioni di albanesi”, il quale pubblica spesso post a favore di Kurti e del suo partito. In linea con ciò, gli organizzatori della manifestazione hanno dichiarato di pretendere che si convochino nuove elezioni, dato che non consentiranno in alcun modo un colpo di Stato. I cittadini del Kosovo, hanno sottolineato gli organizzatori, chiedono un governo legittimo ed eletto regolarmente e, ai nuovi probabili membri dell’esecutivo, hanno richiesto di non trascurare la volontà degli elettori. 

Al 24 aprile, sono già 4.500 i cittadini che hanno confermato la propria partecipazione alla manifestazione prevista per il 4 maggio, mentre risultano circa 9.600 i kosovari che hanno dichiarato di essere interessati all’evento, sebbene ciò susciti preoccupazioni alla luce dell’attuale emergenza sanitaria. 

Non a caso, l’evento del 4 maggio è stato organizzato in concomitanza con la scadenza delle misure restrittive imposte dal governo e, in caso di prolungamento, gli organizzatori hanno già annunciato di dover necessariamente posticipare le proteste. 

L’evento è stato organizzato dopo che, giovedì 23 aprile, il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha affidato alla Lega Democratica del Kosovo (LDK) l’incarico di formare un nuovo governo. La formazione politica, secondo partito del Paese, ha già scelto il nome da proporre al capo di Stato per la guida dell’esecutivo, l’ex vicepremier Avdullah Hoti.  

Il nuovo governo potrà avere il supporto dell’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), guidata dall’ex premier, Ramush Haradinaj, dell’Alleanza per un Nuovo Kosovo (AKR), con a capo l’ex ministro degli Esteri, Behgjet Pacolli, l’Iniziativa Socialdemocratica (NISMA) e i rappresentanti delle minoranze etniche. La possibilità che l’LDK ricevesse l’incarico insieme agli altri tre partiti e alle minoranze era già stata ipotizzata dagli esperti dopo che, lo scorso 14 aprile, il consiglio generale dell’LDK aveva approvato la proposta in merito al tentativo di formare un patto di governo con l’Alleanza per il Futuro del Kosovo, l’AAK, la NISMA e l’Alleanza per il Nuovo Kosovo, l’AKR.   

La decisione di Thaci di affidare l’incarico all’LDK giungeva dopo uno scambio di lettere tra Thaci e Kurti, al quale il capo di Stato aveva richiesto, il 2 aprile, un nuovo nome a cui affidare il ruolo di premier. Tuttavia, il primo ministro sfiduciato non aveva risposto alla richiesta del capo di Stato e, il 17 aprile, aveva specificato di voler eseguire quanto chiesto da Thaci, ma prima voleva capire le intenzioni del Presidente. In aggiunta, Kurti chiedeva di andare a nuove elezioni non appena terminata l’emergenza da coronavirus in atto. Per porre fine a tale stallo, il 22 aprile il Capo di Stato aveva nuovamente scritto a Kurti, ufficializzando l’incontro con le altre formazioni politiche per discutere dei passaggi successivi.   

In risposta, Kurti aveva ricordato che il presidente non è in possesso dei poteri per decidere la modalità con cui formare il nuovo esecutivo, aggiungendo anche che la procedura avviata da Thaci non rispetta la Costituzione del Kosovo, come confermato anche dal ministro della Giustizia, Albulena Haxhiu. In tale contesto, Haxhiu aveva a sua volta annunciato che Vetevendosje sottoporrà ogni decisione futura alla Coste Costituzionale, ritenendo che il Presidente e gli altri partiti stiano “capovolgendo la volontà degli elettori”.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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