Elezioni in Polonia: nuove accuse dalla Corte Suprema

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 18:27 in Europa Polonia

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Secondo il presidente della Corte Suprema della Polonia, Malgorzata Gersdorfl’intenzione del governo di tenere le elezioni nonostante la pandemia in atto mette in ridicolo i principi di libertà ed equità. 

Nello specifico, Gersdorf ha dichiarato, venerdì 24 aprile, che il governo, già accusato dall’UE di compromettere i principi dello stato di diritto, sbaglia nel voler andare alle urne il 10 maggio, seppur utilizzando il sistema postale, dato che i candidati non hanno svolto la campagna elettoraleincrementando il supporto all’attuale presidente, Andrzej DudaCiò, ha denunciato Gersdorf, rende “una farsa” le elezioni del 10 maggio. 

In aggiunta, il presidente della Corte Suprema ha dichiarato che del sistema postale elaborato dal governo non sono ancora stati annunciati i dettagli, nonostante le elezioni si tengano nelle prossime settimane. In particolare, sottolinea il BNN Bloomerg, non è ancora chiaro se le elezioni si terranno il 10 maggio o se saranno rinviate, come proposto dal partito minore della coalizione di governo e dalla stessa opposizione. In tale contesto, la ferma posizione del principale partito del Paese, Diritto e Giustizia (PiS), in merito al mantenimento della data del 10 maggio ha fatto emergere in più parti serie preoccupazioni, temendo, come specificato da Gersdorf, che l’obiettivo del PiS sia in realtà lo sfruttamento della pandemia per annullare le garanzie costituzionali solitamente adottate. 

Nell’arco del suo mandato, in scadenza la prossima settimana, Gersdorf ha più volte accusato il PiS di voler assumere il controllo del potere giudiziario. In particolare, nel 2017 il governo aveva adottato una nuova legge sul Lavoro e, in base alle nuove disposizioni, il presidente della Corte Suprema ha visto dimezzarsi i suoi anni di servizio presso la più alta istituzione giudiziaria, essendo stata costretta al pensionamento nel 2018. Tuttavia, ha continuato a recarsi al lavoro, con il sostegno dell’opposizione e degli attivisti del Paese. Tuttavia, a meno di una settimana dal suo effettivo pensionamento, Gersdorf ha invitato il suo successore a difendere l’indipendenza del sistema giudiziario, già compromessa, perché, in caso di sconfitta, “la Polonia diventerà una dittatura”. 

La Polonia, sottolinea Reuters, è il Paese dell’Europa centrale post-sovietica con il numero più alto di casi di coronavirus, i quali sono oltre 10.000. Il Paese è stato tra i primi in Europa ad adottare severe misure restrittive, come la chiusura delle scuole e dei confini, ma nelle ultime settimane ha deciso di allentare le restrizioni, avvicinandosi anche alle elezioni presidenziali, programmate per il 10 maggio e che si terranno per mezzi postali.  

Nello specifico, risale allo scorso 6 aprile la decisione della Camera dei Deputati della Polonia in merito allo svolgimento delle elezioni per mezzi postali, come proposto dal partito di governo, Diritto e Giustizia (PiS). La misura presentata dal governo ha attirato numerose critiche. In primo luogo, i cittadini temono che tale sistema possa comunque causare un aumento dei contagi da coronavirus, dovendosi in ogni caso recare presso le cassette postali. In secondo luogo, sono sorti dubbi in merito alla effettiva capacità del servizio postale di Stato di condurre con efficacia un tale sforzo logistico. Tuttavia, una delle principali critiche rimane quella avanzata dai candidati alle elezioni presidenziali, i quali lamentano di non aver potuto condurre in modo appropriato la campagna elettorale, al contrario del Capo di Stato che, grazie alle sue comunicazioni in materia di coronavirus, ha potuto incrementare il proprio supporto da parte degli elettori.  

In tale contesto, Reuters rivela che il partito di governo è stato accusato di voler sacrificare la salute dei cittadini per assicurare che Duda possa ottenere un secondo mandato, il che, secondo quanto segnalato da Reuters, si rivela cruciale per le speranze del governo di portare avanti la propria agenda politica fortemente conservatrice, dato che il capo di Stato è l’unico ad avere il potere di veto sulle leggi. Data quindi la vicinanza tra Duda e Diritto e Giustizia, alcuni esperti hanno evidenziato la possibilità che il partito di governo eserciti pressione affinché le elezioni si tengano in ogni caso il 10 maggio, sfruttando la forza e l’attuale popolarità di Duda, a rischio dopo la fine dell’emergenza. Da parte sua, il PiS ha respinto ogni accusa, dichiarando di voler esclusivamente preservare il regolare svolgimento delle procedure democratiche.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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