Il coronavirus circolava in Spagna dal 15 febbraio, lo dimostra uno studio

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 6:20 in Europa Spagna

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Uno studio sui primi 28 genomi del virus dimostra che non c’è stato un “paziente zero” ma una moltitudine di casi di differente provenienza.

Lo studio di un’equipe di scienziati dell’Istituto Carlos III di Madrid sui primi 28 genomi virali registrati in Spagna, pubblicato sulla piattaforma bioRxiv, ha permesso di risalire, attraverso l’analisi delle mutazioni del virus, al fitto reticolato di diffusione dell’epidemia e di stabilire il modo in cui il nuovo coronavirus è entrato nel Paese.

Secondo il bio-informatico Francisco Díez, primo firmatario della ricerca, la mappatura delle mutazioni non conduce a un singolo paziente zero, ma piuttosto conferma “una moltitudine di ingressi” di persone infette provenienti da diversi paesi durante il mese di febbraio.

“In Spagna non c’è stato nessun paziente zero. Non può esserci un paziente zero quando un’epidemia è già così diffusa”, sottolinea il virologo José Alcamí, citato dal quotidiano El País.

L’analisi dei quasi 1.600 genomi virali codificati sino alla fine di marzo ha permesso all’equipe di scienziati di risalire a tre famiglie del virus, denominate S,G e V. Questo dimostrerebbe che il virus proviene da diversi paesi, principalmente Cina, Germania e Italia e che era presente in Spagna da prima della cosiddetta “bomba biologica”, ovvero la partita Atalanta-Valencia, giocata il 19 febbraio al Meazza di Milano.

Il ceppo G del virus circolava a Madrid già dal 18 febbraio e tracce del ceppo S circolavano nel resto del Paese già dal primo febbraio. Dalla Spagna, in base allo studio, il virus si sarebbe diffuso in altri sei paesi.

Nonostante le variazioni genetiche del virus, i ceppi sono simili fra loro “con poche mutazioni di differenza, il che è una buona notizia che genera ottimismo per un eventuale vaccino”, afferma Díez.

Il SARS-CoV-2 sarebbe più stabile di altri, mutando ad una frequenza inferiore rispetto ad altri virus, come quelli della normale influenza o dell’HIV. 

Quest’ipotesi, se confermata, aprirebbe una speranza sulla possibilità di trovare un vaccino efficace in tempi relativamente brevi.

Sono 185 i paesi sono stati colpiti dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Secondo l’OMS, nel mondo sono registrati oltre due milioni di casi.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione del 22 aprile, infatti, in totale sono stati rilevati 2.471.136 casi di coronavirus in tutto il mondo (73.920 nuovi casi nelle ultime 24 ore), mentre sale a 169.006 il numero dei deceduti (6.058 nelle ultime 24 ore).

Il maggior numero di vittime si registra negli Stati Uniti, in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. La Cina, epicentro iniziale dell’epidemia, ha annunciato la “sconfitta” della malattia alcune settimane fa.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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